Viaggio nel cuore della Persia

12 giorni e 11 notti

Questo viaggio nasce dal desiderio di muoverci senza fretta, lasciando che siano i luoghi a parlare prima ancora delle loro attrazioni. Non partiamo solo per vedere qualcosa, ma per capire cosa succede quando ci mettiamo davvero in ascolto: delle persone, degli odori delle strade, dei paesaggi che cambiano sotto i nostri occhi. Ogni spostamento diventa parte dell’esperienza, non un intervallo tra un punto e l’altro.
Ci accorgeremo che non serve correre per “fare tutto”. Preferiamo assaporare, osservare, porci domande. Ci stupiremo di come la vita quotidiana di una città o di un villaggio possa raccontare più di qualunque guida. Entreremo nei luoghi con curiosità sincera: perché certi riti resistono ancora? Perché alcune architetture parlano di epoche scomparse ma si percepiscono ancora vive? Sarà un viaggio fatto di piccoli dettagli, quelli che spesso sfuggono quando ci concentriamo troppo sull’elenco delle cose da spuntare.
Non promettiamo scenari perfetti, ma incontri autentici: con la cultura locale, con chi ci accoglierà, con la natura che muta tra silenzi e rumori inattesi. E forse, alla fine, ci accorgeremo che la parte più interessante di tutto questo non sarà ciò che abbiamo “visto”, ma ciò che ci avrà colpiti senza che ce lo aspettassimo.


Programma di viaggio

1° giorno
Italia > Teheran
Una volta arrivati a Teheran, incontriamo la guida locale. La capitale ci accoglie ai piedi dei monti Alborz, tra traffico, luci e quell’energia tipica delle grandi metropoli. Ci trasferiamo in hotel per riposare prima di iniziare il nostro percorso alla scoperta del Paese.

Notte a: Teheran

2° giorno
Teheran
Dopo colazione iniziamo a conoscere Teheran, città immensa dove passato e modernità convivono. Visitiamo il Museo Archeologico Nazionale, che ci introduce alla storia dell’Iran attraverso reperti che vanno dalla preistoria all’epoca islamica. Vi troviamo una splendida collezione di ceramiche, di terrecotte e di bronzi e in più, ogni semestre, vi è un’esposizione provvisoria di oggetti, di alto valore archeologico, prestati da altri musei come quello di Venezia, Berlino e ect.

Proseguiamo al Palazzo Golestan, situato vicino al Gran Bazar. Un complesso notevole che trova la sua radice nel XVI secolo, quando Teheran, pian piano, si trasformò da un villaggio a una città vera e propria. Golestan significa “roseto” perché è un tipico esempio dei meravigliosi Giardini persiani. La storia moderna iraniana deve tanto al complesso dove Mohammad Reza Pahlavi si è incoronato proclamandosi successore di Ciro il Grande. In seguito si visita il Gran Bazar di Tehran dove si vende, come dicono i persiani, pure “il latte della gallina e l’anima umana”.

A seconda degli orari, ci dedichiamo al Museo dei Gioielli (apertura solo da Sabato a Martedì) allestito nei forzieri sotterranei della Banca Centrale Iraniana. Il museo ospita i gioielli della corona, il mappamondo tempestato di gemme, un tripudio di pietre preziose, diademi, corone della famiglia Pahlavi e il più grande diamante rosa esistente nel mondo detto anche Darya-e Nour (Mare di Luce). Il diamante è un simbolo della vittoria che Nadir, scià nel 1739, aveva portato in Iran dopo la sua vittoriosa campagna in India. In alternativa possiamo visitare il Museo dei Tappeti.
Concludiamo con una passeggiata sul Ponte della Natura; un’opera moderna della capitale iraniana. È un passaggio pedonale, costruito sopra una delle autostrade principali di Tehran e collega le due colline verdi della città.
Cena nella zona di Darband, ai piedi della montagna.
Notte a: Teheran

3° giorno
Qom – Kashan
Scendiamo verso sud e raggiungiamo Qom, una delle città sante dell’Iran, dominata dall’imponente santuario dedicato a Hazrate Masumeh -Fatima l’Innocente nata nel 789 d.C. nella città di Medina, figlia del settimo Imam sciita e sorella di Ali ibn Musa al-Reza, ottavo Imam. Un giorno Fatima si recò a Marv per visitare l’amato fratello ma, appena la carovana che la trasportava giunse nella città di Sāwa, si ammalò e, trasportata a Qom, morì qui per esservi poi sepolta all’età di 27 anni. Secondo una tradizione sciita, invece, un gruppo di oppositori avrebbe teso un’imboscata alla carovana, trucidandone tutti i componenti. Oggi Il suo mausoleo è considerato uno dei più importanti luoghi sacri dell’Islam sciita e ogni anno, migliaia di musulmani sciiti viaggiano fino a Qom per onorare la sua memoria.

Proseguiamo per Kashan, città ai margini del deserto dove l’Iran rivela un volto più intimo. Qui visitiamo il Bagh-e Fin, uno dei più famosi giardini persiani progettato dallo scià Abbas I, come una visione terrena del Paradiso. Nel 1600 il giardino lo scià Abbas I, lo ha scelto come il luogo ideale per l’incoronazione reale quando salì al trono. Ma due secoli dopo, anche i re dei Qajar lo scelsero come sede operativa della Corte. All’interno vi troviamo magnifici affreschi e il complesso dell’Hammam, famoso per la storia dell’assassinio o tentato suicidio di Amir Kabir, il riformista dell’amministrazione dei Qajar.
Concludiamo con il Vecchio Hammam del Sultano e la Moschea-madrasa di Agha Bozorg. Cena in un ristorante tipico.
Notte a: Kashan

4° giorno
Kashan – Ardestan – Naein – Meybod – Yazd
A Kashan entriamo in una casa tradizionale, questa non è soltanto un’abitazione, ma un riflesso dell’ingegno locale. In un territorio dal clima desertico, gli abitanti hanno sviluppato abitazioni su due o tre livelli capaci di mantenere freschi gli ambienti in estate e caldi in inverno, anticipando concetti che oggi definiremmo “bioclimatici”. Le antiche dimore ottocentesche, come la residenza Tabatabaei, raccontano la struttura di una società patriarcale: ambienti interni per la vita privata, spazi di rappresentanza per accogliere gli ospiti, e un’organizzazione familiare incentrata sulla figura del capofamiglia. L’architettura alterna elementi introversi – corti protette, silenzi e giochi d’ombra – a tratti estroversi, dedicati al decoro e all’accoglienza.

Kashan è però conosciuta anche per un altro simbolo identitario: la produzione dell’acqua di rosa. Il profumo dei petali coltivati sulle colline circostanti è diventato un tratto culturale della città, tanto da accompagnare idealmente ogni viaggio in questa regione dell’Iran.

Dopo la visita di Khan-e Tabatabaei partiamo per Yazd. Lungo la strada sostiamo ad Ardestan e Naein, dove antiche moschee ci raccontano le origini della spiritualità iraniana e il centro storico con il Bazar, oggi in disuso. A Meybod si visita la cittadina con le caratteristiche fabbriche di ceramiche dipinte a mano. Esiste un complesso che comprende un caravanserraglio e la sua ghiacciaia. Questa struttura conica serviva per la conservazione del ghiaccio durante il periodo estivo. Arrivo serale a Yazd.
Notte a: Yazd

5° giorno
Yazd
Yazd ci accoglie con un’atmosfera unica: qui entriamo nella dimensione dello zoroastrismo*, antica religione fondata sul principio della scelta tra bene e male. Visitiamo l’Atash-Kadeh, il Tempio del Fuoco, dove arde una fiamma custodita da oltre quindici secoli. Raggiungiamo poi la Moschea del Venerdì, riconoscibile dai due minareti più alti del Paese (48 metri), ma anche dallo splendido portale principale, decorato con piastrelle di maiolica intarsiata; si tratta infatti di un capolavoro artistico che offre una delle opere più affascinanti del viaggio in Iran. Proseguiamo verso il centro storico e il quartiere di Fahadan, con le celebri torri del vento che sovrastano i tetti e che si possono scorgere già da lontano. Per questo motivo Yazd è stata chiamata la “città delle torri del vento”. Queste torri, chiamate badgir -acchiappa vento servono a procurare la necessaria ventilazione, poiché le case non possiedono molte finestre verso l’esterno. La badgir durante il giorno asporta l’aria calda dall’interno e, durante la notte, conduce aria fresca dall’esterno all’interno dell’edificio. Il sistema sfrutta due condizioni ambientali: la differenza di pressione dell’aria e la differenza di temperatura.

Scopriamo il funzionamento dei canali idrici sotterranei al Museo dell’Acqua, passeggiamo tra case storiche e bazar, e concludiamo con il complesso di Amir Chakhmagh, e il Giardino Dowlat Abad.
La sera si visita Zur-Khaneh, palestra dello sport tradizionale persiano.  Detto anche la casa del potere, è nata come educazione militare per i soldati durante l’Impero Persiano. (la visita dipende dai giorni e orari dell’allenamento). Cena in ristorante.
Notte a: Yazd

*Lo zoroastrismo esiste da tremila anni in Iran ed è il primo monoteismo al mondo. Secondo Zarathustra l’unico Dio, Ahura Mazda, creatore del mondo sensibile e sovrasensibile, provoca un eterno conflitto con le forze delle tenebre, guidate dall’antidio detto Ahriman. Quindi i seguaci di Zarathustra hanno il compito di scegliere fra il bianco e il nero e contribuire con le proprie azioni a salvare il mondo. Dopo l’arrivo dell’Islam nel VII secolo, questa religione, dell’antico impero persiano, venne abbandonata dalla maggior parte delle persone.

Durante il viaggio in Iran sentirete nominare tante volte il nome di Ahura Mazda e il proprio antidio Ahriman; il primo significa “Signore Sapiente”, caratterizzato da luce infinita, onniscienza e bontà ed è uno “Spirito Benevolo”, opposto allo “Spirito Maligno”, il secondo è il signore delle tenebre, della violenza e della morte.

6° giorno
Yazd – Abarqu – Pasargade
Prima di lasciare Yazd ci rechiamo alle Torri del Silenzio, luogo sacro per gli Zoroastriani, dove i defunti venivano esposti secondo l’antica concezione di non contaminare la terra – venivano portati in cima alla torre ad opera di speciali addetti, i “Salar”. Lì i corpi, grazie agli agenti atmosferici e agli avvoltoi, diventavano ossa e successivamente venivano spostati nel pozzo al centro della torre, dove avrebbero trovato il riposo perpetuo. – e rispettare i quattro elementi della natura: aria, acqua, fuoco e terra. Il silenzio e l’aria secca del deserto rendono l’esperienza intensa e riflessiva.

Proseguiamo per Abarqu: un esempio urbano particolare, dove la costruzione delle case prevedeva l’utilizzo della terra cruda che faceva da isolante sia durante il periodo estivo che invernale. Lo stesso sistema è stato applicato per la costruzione di un’antica ghiacciaia che forniva e produceva il ghiaccio nei mesi più caldi dell’anno. Ad Abarqu si può ammirare uno dei cipressi più antichi del mondo che, secondo alcune fonti, avrà all’incirca più di 4000 anni.

Arriviamo poi a Pasargade, prima capitale dell’Impero Persiano fondata da Ciro il Grande nel 546 a.C. Esploriamo la Tomba di Ciro, i palazzi reali e il Giardino Persiano, un progetto di irrigazione e architettura che unisce funzionalità e armonia estetica. Qui si percepisce la dimensione del potere e della visione dell’Impero achemenide.
In serata raggiungiamo Shiraz, città famosa per la poesia, i giardini e le testimonianze storiche.
Notte a: Shiraz

7° giorno
Persepoli – Shiraz
La giornata è dedicata all’escursione a Persepoli, città sacra fondata da Dario nel 524 a.C. per celebrare il 21 marzo la festa del Nowruz, il capodanno persiano. Camminiamo tra i resti dei palazzi, osserviamo i bassorilievi del Palazzo Apadana e del Palazzo delle Cento Colonne, testimonianze straordinarie di organizzazione, arte e potere. Le scalinate e le raffigurazioni dei cortei di satrapi e dei Soldati Immortali ci raccontano la vita della corte persiana.

Rientrando a Shiraz, visitiamo il Mausoleo di Hafez, dedicato al poeta del XIV secolo, le cui liriche sono intrise di misticismo e filosofia persiana. Proseguiamo verso il Complesso Vakil, con la moschea e il bazar, e il Caravanserraglio Saray-e-Moshir, dove si percepisce il fermento delle antiche vie carovaniere.
Notte a: Shiraz

8° giorno
Shiraz – Naqshe Rostam
Prima di lasciare la città entriamo nella Moschea Nasir al-Molk, conosciuta come “Moschea Rosa”, per l’abbondante e diffuso uso di piastrelle di colore rosa decorano le sue pareti e gli interni, specialmente nella sala di preghiera, e per i vetri colorati di maiolica policrome che, inondando l’ambiente di luce al mattino, creano una spettacolare atmosfera rosata e arcobaleno.

Proseguendo verso nord sostiamo a Naqsh-e Rostam, necropoli rupestre dove tombe achemenidi e bassorilievi sassanidi raccontano secoli di storia imperiale.
Arrivo a Isfahan nel tardo pomeriggio, città che rappresenta una delle culle dell’architettura e dell’arte persiana.
Notte a: Isfahan

9° giorno
Isfahan
Dedichiamo l’intera giornata alla visita di Isfahan, città nota come “la metà del mondo” per l’armonia e la grandiosità delle sue piazze e monumenti. Camminiamo tra le vie che conducono alla Piazza Naghsh-e Jahan, cuore della città durante il periodo safavide, dove i colori turchese e blu dominano moschee, palazzi e botteghe artigiane; non è un caso che Isfahan ha attirato l’attenzione di Pasolini per girare alcune scene del suo film, “Il fiore delle mille e una notte” (1974).

Visitiamo la Moschea Sheikh Lotfollah, capolavoro unico di moschea mai esistita prima d’allora: senza minareti né cortile interno e né una vasca per l’abluzione, ma caratterizzata da decorazioni interne raffinate e giochi di luce sulle piastrelle policrome che hanno fatto sì che la moschea fosse una delle più belle dell’Iran.
La Moschea dell’Imam, invece, ci mostra la simmetria geometrica e l’imponenza dei quattro iwan e della cupola doppia, progettata per amplificare il suono durante le preghiere.
Esploriamo il Palazzo Ali Qapu -luogo in cui il sovrano riceveva i suoi ospiti- con la sua terrazza panoramica da ben 18 colonne e la Sala della Musica, e il Palazzo delle Quaranta Colonne (Chehel Sotun) -dove il Re accordava le udienze- immerso in un giardino persiano che racconta la vita e il lusso dei sovrani safavidi.
Notte a: Isfahan

10° Giorno
Isfahan
Dedichiamo la giornata a conoscere la dimensione multietnica di Isfahan, una chiave rilevante per comprendere l’Iran contemporaneo. Scopriamo come nomadi insediati da secoli sull’altopiano si siano intrecciati, nel corso del tempo, con popolazioni arrivate per motivi politici e religiosi: tra queste, la comunità armena, trasferita nell’area per volontà di Shah Abbas I all’inizio del ‘600. Entrando nel quartiere di Jolfa, ripercorriamo le tappe di questa nuova fase storica: il sovrano concesse libertà religiosa e spazi per il commercio, favorendo la nascita di una rete di rapporti internazionali e l’apertura della sede del cosiddetto Califfato Armeno.

Nella Cattedrale di Vank e nel museo annesso ci immergiamo nella memoria della diaspora armena, tra affreschi ricchi di dettagli e testimonianze della comunità che ancora oggi vive qui e celebra le proprie festività.  La cattedrale invita la comunità armena a celebrare le festività religiose e soprattutto a commemorare il genocidio. Ogni anno, il 24 aprile, gli Armeni si radunano per commemorare la deportazione e l’eliminazione dei loro connazionali (Deportazione degli intellettuali armeni del 24 aprile 1915), circa 1,5 milioni di morti.
Attraversiamo poi il fiume Zayandeh Rud, che storicamente segnava una linea di confine urbano tra quartieri di appartenenza religiosa differente, per raggiungere la Moschea del Venerdì (Masjed-e Jame). Qui osserviamo l’evoluzione dell’architettura islamica, dai primi secoli fino all’età moderna: le sfumature monocrome dei mattoni negli spazi interni dialogano con i toni turchesi e lapislazzuli delle superfici esterne, mentre il Mihrab di Oljeitu -l’altare, ci mostra l’abilità decorativa nell’uso dello stucco e delle iscrizioni tridimensionali.
Proseguiamo verso il bazar popolare, dove profumi, botteghe e vicoli coperti accompagnano la nostra passeggiata. Chi lo desidera può raggiungere il quartiere ebraico, dove le sinagoghe rivelano un’altra sfumatura del mosaico culturale cittadino. Terminiamo la giornata ammirando i ponti storici sullo Zayandeh-Rud, come il Sio-Se Pol e il Khaju, prima del tempo libero serale.
Notte a: Isfahan

11° Giorno
Natanz – Abyaneh – Aeroporto
Lasciamo Isfahan e, mentre il paesaggio si colora di tonalità calde, ripensiamo al viaggio compiuto: la sensazione è di aver iniziato a comprendere l’Iran proprio ora che è tempo di ripartire, con il bagaglio arricchito non solo da oggetti e ricordi, ma soprattutto da incontri e ospitalità.

Raggiungiamo Natanz per visitare la Moschea del Venerdì e il Mausoleo di Abdol-Samad, testimonianze di una devozione antica e di una tradizione architettonica radicata nella storia del territorio.
Seguiamo poi le pendici del monte Karkas fino ad Abyaneh, villaggio a 2.200 metri di altitudine che conserva strutture in ocra rossa e tradizioni che rimandano all’età achemenide. Le case dai colori terrosi e i foulard decorati dalle donne del luogo raccontano un’identità che il tempo ha trasformato senza cancellare. (La visita può variare in base alla stagione e alle condizioni della neve.)
Proseguiamo verso l’aeroporto, dove abbiamo la cena e un breve riposo prima del rientro.
Notte a: albergo IBIS presso l’aeroporto

12° Giorno
Tehran > Italia
Trasferimento in aeroporto e partenza per l’Italia, con la mente e il cuore pieni delle esperienze, delle scoperte del viaggio, degli incontri e la voglia di tornare per proseguire questo percorso.


NOTA
: se preferite, posso organizzare il viaggio in forma privata, scegliendo insieme le date che vi sono più comode e, se lo desiderate, possiamo anche prolungarlo a vostro piacimento.


Cosa è compreso nella quota:

  • gruppo Whatsapp dedicato al viaggio attivo prima della partenza e durate tutto il viaggio;
  • assistenza in italiano e persiano 24 ore al giorno;
  • assistenza per l’acquisto dei biglietti aerei che posso emettere su richiesta;
  • assistenza per la stipula della polizza assicurativa, vedi la pagina dedicata, che posso emettere su richiesta;
  • supporto per il visto consolare;
  • assicurazione stradale;
  • autorizzazione polizia per il giro turistico;
  • trasferimenti da/per l’aeroporto;
  • tutti gli spostamenti previsti dal programma con autista parlante italiano;
  • pernottamenti in strutture ricettive di qualità medio-alta, con sistemazione in camere doppie;
  • biglietti d’ingresso ai siti e musei;
  • pasti come indicati nel programma;
  • guida parlante italiano.


Cosa non è compreso nella quota:

  • i biglietti aerei che posso emettere su richiesta;
  • l’assicurazione di viaggio, fortemente consigliata, che posso emettere su richiesta;
  • il visto consolare si paga al arrivo in aeroporto 75€, o al consolato in Italia 60€;
  • pranzi;
  • spese bancarie a carico dell’ordinante;
  • mance;
  • tutto quanto non espressamente indicato nel paragrafo ‘La quota comprende’.


*Quota su chiesta a partire da due persone.


Non esitate a contattarmi per ogni informazione.


A presto,

Enrico Radrizzani


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