Spedizione verso il Grande Sud

Il richiamo del Continente Bianco ti attende per un’avventura senza precedenti. Puoi scegliere di iniziare il tuo viaggio sfidando le leggendarie acque del Passaggio di Drake a bordo di una nave oceanica, oppure optare per la comodità di un volo combinato a una crociera per raggiungere direttamente il cuore del polo. Una volta a destinazione, ti troverai immerso in uno spettacolo primordiale fatto di maestosi ghiacciai millenari, immense colonie di pinguini, balene che affiorano da acque cristalline e i paesaggi incontaminati più remoti e affascinanti del pianeta.

Antartide Fly & Sail – Nel Regno del Continente Bianco


CALENDARIO PARTENZE 2026:

– da lunedì 7 a sabato 19 dicembre;
– da giovedì 17 a martedì 29 dicembre;
– da domenica 27 dicembre a venerdì 8 gennaio.

CALENDARIO PARTENZE 2027:
– da sabato 16 a giovedì 28 gennaio;
– da domenica 7 a venerdì 19 marzo.


L’esperienza Fly & Sail rende questa avventura ancora più esclusiva. Sorvoliamo il turbolento Passaggio di Drake e raggiungiamo King George Island che ci permette di raggiungere rapidamente l’Antartide, dedicando più tempo alla navigazione e alle esplorazioni. A bordo ci muoviamo come una vera squadra di spedizione: ogni uscita viene pianificata in base alle condizioni del ghiaccio e del meteo, trasformando ogni giornata in un’occasione unica e irripetibile. È un viaggio che unisce scoperta, osservazione e spirito d’avventura, accompagnandoci nel cuore di uno degli ambienti più straordinari e incontaminati della Terra.

L’itinerario è stato progettato per offrire un perfetto equilibrio tra ricerca scientifica e turismo naturalistico. Durante la navigazione visitiamo luoghi normalmente irraggiungibili dalle crociere tradizionali, seguendo rotte studiate per avvicinarci in sicurezza ad alcune delle aree più affascinanti della Penisola Antartica. Ogni tappa rappresenta un’occasione per osservare paesaggi modellati dai ghiacciai, enormi iceberg dai riflessi azzurri, colonie di pinguini, foche che riposano sui banchi di ghiaccio e, con un po’ di fortuna, megattere e balenottere impegnate nell’alimentazione lungo le coste.

La flessibilità resta uno degli elementi fondamentali della spedizione: il comandante valuta costantemente vento, correnti marine e movimento dei ghiacci per scegliere il percorso migliore, privilegiando sempre sicurezza e qualità dell’esperienza. In Antartide non esistono itinerari identici; è proprio questa imprevedibilità a rendere ogni viaggio diverso da qualsiasi altro.

 
Le tappe della spedizione

Punta Arenas
La nostra avventura inizia a Punta Arenas, la città più importante del Cile australe e da oltre un secolo punto di partenza delle grandi spedizioni dirette verso il continente antartico. Affacciata sullo Stretto di Magellano, questa città conserva ancora oggi l’atmosfera dei pionieri che, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, salpavano alla scoperta delle regioni polari.
Passeggiando tra le sue vie riconosciamo l’eredità lasciata dagli esploratori, dai commercianti e dagli allevatori che hanno contribuito alla crescita della Patagonia cilena.

King George Island e la Base Bellingshausen
Dopo il volo sopra il Passaggio di Drake atterriamo a King George Island, la maggiore delle Isole Shetland Meridionali e uno dei pochi luoghi dell’Antartide dotati di una pista di atterraggio permanente. L’impatto con questo paesaggio è immediato: montagne ricoperte di ghiaccio, coste frastagliate e vaste distese di neve ci ricordano di essere arrivati in uno degli ambienti più estremi della Terra.
L’isola ospita numerose basi scientifiche internazionali, trasformandosi durante l’estate australe in una vera comunità dedicata alla ricerca. Tra queste visitiamo la Base Bellingshausen, fondata dall’Unione Sovietica nel 1968 e tuttora gestita dalla Federazione Russa. Qui vengono studiati il clima, la glaciologia, la geologia e gli ecosistemi marini, fornendo dati fondamentali per comprendere i cambiamenti ambientali del pianeta.

Chiesa della Santissima Trinità
A pochi passi dalla Base Bellingshausen troviamo uno degli edifici più sorprendenti dell’intero continente: la Chiesa della Santissima Trinità. Costruita interamente in legno di cedro siberiano e assemblata da artigiani russi, questa piccola chiesa ortodossa rappresenta uno dei luoghi di culto permanenti più australi del mondo.
Il contrasto tra il caldo colore del legno e il bianco quasi assoluto del paesaggio circostante rende questo edificio particolarmente suggestivo. Al suo interno tutto è semplice e raccolto: icone dipinte a mano, candele e arredi tradizionali testimoniano la presenza spirituale in un luogo dominato dalla natura. Anche chi non segue la religione ortodossa percepisce facilmente il valore simbolico di questa chiesa, costruita per offrire un punto di riferimento a ricercatori e spedizionieri provenienti da ogni parte del mondo.

Yankee Harbour
La navigazione prosegue fino a Yankee Harbour, una baia naturale riparata situata su Greenwich Island. Nel XIX secolo era frequentata dalle baleniere e dai cacciatori di foche americani, da cui deriva il suo nome. Oggi il silenzio ha preso il posto delle attività commerciali, lasciando spazio a uno degli ecosistemi più ricchi delle Shetland Meridionali.

Sbarchiamo lungo una spiaggia di ciottoli neri dove migliaia di pinguini Papua costruiscono i loro nidi durante la stagione riproduttiva. Non è raro avvistare anche foche di Weddell o foche leopardo adagiate sul ghiaccio poco distante dalla costa.

Half Moon Island
Half Moon Island deve il suo nome alla caratteristica forma a mezzaluna. Protetta dalle correnti più forti, offre condizioni ideali per numerose specie di uccelli marini e mammiferi.

Camminando tra le basse colline ricoperte di muschi e licheni osserviamo colonie di pinguini antartici dal caratteristico sottogola nero, insieme a stercorari, petrelli e cormorani imperiali che nidificano sulle rocce. Nei mesi estivi il terreno si libera parzialmente dalla neve, permettendo alla limitata vegetazione antartica di svilupparsi durante il breve periodo favorevole. Le acque circostanti sono particolarmente ricche di krill, il piccolo crostaceo che sostiene gran parte della catena alimentare antartica e richiama balene, foche e numerose specie di uccelli.

Deception Island (Isola dell’Inganno)
Pochi luoghi dell’Antartide sorprendono quanto Deception Island. Fu battezzata nel 1820 dal capitano baleniere americano Nathaniel Palmer. Da lontano, l’isola appare come un massiccio e compatto blocco di terra ghiacciata. Avvicinandosi, si scopre che l’esterno roccioso è solo un’illusione: l’isola è in realtà l’anello esterno di un’enorme caldera vulcanica allagata.
L’ingresso avviene attraverso Neptune’s Bellows (le Fauci di Nettuno), uno stretto passaggio largo appena poche centinaia di metri, dove il comandante conduce la nave con particolare attenzione a causa delle correnti e dei bassi fondali. Una volta entrati ci troviamo all’interno del vulcano stesso.
Sulle spiagge di sabbia vulcanica nera emergono i resti delle antiche stazioni baleniere e delle basi scientifiche abbandonate dopo le eruzioni del 1967 e del 1969. Camminando tra serbatoi arrugginiti, edifici semi-sepolti dalla cenere e vecchi hangar comprendiamo quanto potente sia stata l’attività geologica di quest’isola. In alcuni punti il terreno conserva ancora un calore geotermico percepibile sotto i piedi.

Enterprise Island
Enterprise Island racconta una delle pagine più significative della storia economica dell’Antartide. Qui, tra le acque calme della baia, riposa il relitto della baleniera Governoren, una nave norvegese lunga oltre ottanta metri che prese fuoco nel 1915 durante le operazioni di lavorazione dell’olio di balena.

Lo scafo, ancora oggi ben conservato nelle acque gelide, rappresenta una testimonianza tangibile dell’epoca della caccia intensiva ai cetacei. Intorno al relitto è frequente osservare cormorani, sterne e foche che utilizzano questa insolita struttura come punto di riposo.
Le acque tranquille dell’isola offrono inoltre ottime possibilità di avvistare megattere mentre si alimentano sfruttando l’abbondanza di krill.

Le Melchior Islands
L’arcipelago delle Melchior Islands è formato da numerose piccole isole separate da stretti canali. Qui la navigazione assume un carattere particolarmente spettacolare: iceberg di ogni forma sembrano galleggiare immobili, riflettendo infinite sfumature di blu.
Le acque calme permettono spesso di avvicinarsi con i battelli da spedizione ai fronti dei ghiacciai, mantenendo sempre le necessarie distanze di sicurezza. È proprio in quest’area che possiamo apprezzare da vicino le incredibili forme scolpite dal vento, dalle onde e dalle continue compressioni del ghiaccio.
Nei tratti più riparati capita spesso di osservare foche granchivore adagiate sui piccoli lastroni galleggianti, mentre i pinguini attraversano l’acqua con sorprendenti balzi, quasi sembrando volare sotto la superficie.

Port Lockroy
Sull’isola di Goudier raggiungiamo Port Lockroy, una delle basi storiche più conosciute dell’Antartide. Fondata nel 1944 nell’ambito dell’Operazione Tabarin, nacque come presidio britannico durante la Seconda guerra mondiale e successivamente divenne un importante centro di ricerca.
Oggi la base è stata trasformata in un museo perfettamente conservato. Entrando negli edifici ritroviamo laboratori scientifici, strumenti di misura, radio d’epoca, cucine e alloggi esattamente come venivano utilizzati dagli scienziati negli anni Cinquanta. Visitare queste stanze permette di comprendere le difficoltà affrontate dagli esploratori che trascorrevano lunghi inverni completamente isolati dal resto del mondo.
All’esterno una numerosa colonia di pinguini Papua convive pacificamente con i visitatori, offrendo magnifiche opportunità di osservazione.

Canale di Lemaire 
Molti lo considerano il tratto di navigazione più spettacolare della Penisola Antartica. Il Canale di Lemaire si sviluppa per circa undici chilometri tra pareti montuose che raggiungono anche i mille metri di altezza. Se le condizioni del ghiaccio lo consentono, percorriamo lentamente questo stretto corridoio naturale circondati da scogliere innevate, ghiacciai sospesi e iceberg che sembrano galleggiare senza peso. L’acqua, spesso perfettamente calma, riflette le montagne creando un effetto quasi speculare.
Durante il transito manteniamo lo sguardo rivolto anche verso il mare: balene megattere, balenottere minori e gruppi di foche vengono avvistati con una certa frequenza proprio lungo questo passaggio.

Cuverville Island 
L’ultima grande tappa della spedizione ci conduce a Cuverville Island, una delle colonie di pinguini Papua più numerose dell’intera Penisola Antartica. Sbarcando sull’isola percorriamo sentieri delimitati per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente e osserviamo da vicino la vita della colonia. Durante la stagione riproduttiva il continuo via vai degli adulti tra il mare e i nidi crea un’attività incessante. Assistiamo alle cure dedicate ai piccoli, alle complesse dinamiche sociali e ai rituali di corteggiamento che caratterizzano questa specie.
Dalle alture dell’isola possiamo infine ammirare un panorama straordinario sulla Baia di Errera, dove enormi ghiacciai scendono fino al mare e giganteschi iceberg si muovono lentamente seguendo le correnti. È uno scenario che racchiude tutta la forza e la fragilità dell’Antartide, lasciandoci l’impressione di aver visitato uno degli ultimi grandi territori realmente selvaggi del nostro pianeta.


NOTA
: Se preferite, posso organizzare il viaggio in forma privata, scegliendo insieme le date che vi sono più comode e, se lo desiderate, possiamo anche prolungarlo a vostro piacimento.


Cosa è compreso nella quota:

  • assistenza per l’acquisto dei biglietti aerei che posso emettere su richiesta;
  • gruppo WhatsApp per le comunicazione e per rispondere alle domande di tutti;
  • assistenza per la stipula della assicurazione di viaggio, vedi la pagina dedicata, che posso emettere su richiesta;
  • assistenza in italiano e inglese per tutto il viaggio 24 ore su 24;
  • volo internazionale: Punta Arenas – King George Island – Punta Arenas:
  • sistemazione in camera doppia a Punta Arenas la notte precedente e quella successiva alla spedizione;
  • sistemazione in cabina doppia;
  • guida;
  • servizi dell’equipaggio;
  • pensione completa durante tutta la navigazione;
  • assistenza di primo soccorso;


Cosa non è compreso nella quota:

  • i biglietti aerei che posso emettere su richiesta;
  • l’assicurazione di viaggio, che posso emettere su richiesta;
  • supplemento singola;
  • pasti durante il soggiorno a Punta Arenas;
  • eventuali escursioni e attività facoltative;
  • connessione internet a bordo (disponibile con supplemento);
  • le spese bancarie a carico dell’ordinante;
  • eventuali servizi aggiuntivi;
  • mance;
  • tutto quanto non espressamente indicato nel paragrafo: ‘Cosa è compreso nella quota’.

LA ROTTA

Drake Passage Expedition


CALENDARIO PARTENZE 2026:

– da lunedì 26 ottobre a venerdì 13 novembre (attraversamenti del passaggio in barca);
– da domenica 15 a domenica 29 novembre (attraversamento del passaggio in barca e in aereo).

CALENDARIO PARTENZE 2027:
– da mercoledì 17 a mercoledì 31 marzo (attraversamento del passaggio in barca e in aereo);


Questa spedizione è dedicata a chi desidera conoscere l’Antartide nel modo più autentico possibile, seguendo una delle rotte storiche percorse dai navigatori che hanno scritto alcune delle pagine più importanti dell’esplorazione polare. Attraversare il Passaggio di Drake a bordo di una barca a vela significa confrontarsi con uno degli oceani più celebri e impegnativi del pianeta, lo stesso che separa il Sud America dal Continente Bianco.

Per secoli queste acque hanno rappresentato l’ultima grande barriera naturale prima dell’Antartide. Le correnti provenienti dal Pacifico, dall’Atlantico e dall’Oceano Meridionale si incontrano proprio qui, creando un ambiente in continuo movimento, capace di regalare giornate sorprendentemente calme oppure navigazioni più dinamiche, proprio come accade da sempre ai navigatori che affrontano queste latitudini.

Seguendo questa rotta ripercorriamo idealmente il cammino di grandi esploratori come Roald Amundsen e Willem Schouten, che affrontarono questi mari quando ogni spedizione rappresentava un salto verso l’ignoto. Ancora oggi il Drake conserva intatto il suo carattere: il mare cambia rapidamente, gli albatri sfruttano le correnti senza quasi battere le ali, mentre petrelli giganti, procellarie e talvolta balene accompagnano la navigazione, ricordandoci quanto questo oceano sia ricco di vita.

L’esperienza non si limita alla navigazione. Viviamo alcuni giorni all’interno di una vera stazione di ricerca, condividendo gli spazi utilizzati dagli scienziati che operano in Antartide. Osserviamo da vicino colonie di pinguini, esploriamo baie ricoperte di ghiaccio, raggiungiamo un ghiacciaio in gommone e impariamo a leggere un paesaggio che cambia continuamente sotto l’azione del vento, delle maree e delle stagioni australi.

Il viaggio si conclude in modo originale. Dopo aver conquistato il Passaggio di Drake navigando verso sud, il ritorno avviene in aereo. Questo permette non solo di ridurre i tempi di rientro, ma anche di osservare dall’alto la vastità dell’Antartide e dell’oceano appena attraversato, offrendo una prospettiva completamente diversa sulla stessa avventura. Due modi opposti di vivere il Grande Sud, entrambi capaci di lasciare un ricordo indelebile.

 
Le tappe della spedizione

Punta Arenas
La nostra avventura inizia a Punta Arenas, la città più importante del Cile australe e da oltre un secolo punto di partenza delle grandi spedizioni dirette verso il continente antartico. Affacciata sullo Stretto di Magellano, questa città conserva ancora oggi l’atmosfera dei pionieri che, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, salpavano alla scoperta delle regioni polari.
Passeggiando tra le sue vie riconosciamo l’eredità lasciata dagli esploratori, dai commercianti e dagli allevatori che hanno contribuito alla crescita della Patagonia cilena.

Il Passaggio di Drake
Il Passaggio di Drake è uno dei tratti di mare più celebri e affascinanti del pianeta. Situato tra Capo Horn, all’estremità meridionale del Sud America, e le Isole Shetland Meridionali, rappresenta il naturale punto di accesso all’Antartide. Qui si incontrano l’Oceano Pacifico, l’Atlantico e l’Oceano Meridionale, dando origine a correnti potenti e a condizioni di navigazione che possono cambiare rapidamente, rendendo ogni traversata diversa dalla precedente.

Durante la navigazione osserviamo il paesaggio trasformarsi gradualmente: il mare assume tonalità sempre più profonde, l’aria si fa più fresca e non è raro avvistare albatri, petrelli, balene e delfini che popolano queste acque ricchissime di vita. Con l’avvicinarsi dell’Antartide iniziano a comparire i primi iceberg, seguiti dalle montagne innevate delle Isole Shetland, che annunciano l’ingresso nel mondo polare.

Attraversare il Drake significa vivere uno dei grandi riti della navigazione oceanica, seguendo la stessa rotta percorsa dagli esploratori che per primi raggiunsero il Continente Bianco. Un’esperienza intensa e coinvolgente, che rende ancora più emozionante il primo incontro con i paesaggi incontaminati dell’Antartide.

King George Island e la Base Bellingshausen
Dopo il volo sopra il Passaggio di Drake atterriamo a King George Island, la maggiore delle Isole Shetland Meridionali e uno dei pochi luoghi dell’Antartide dotati di una pista di atterraggio permanente. L’impatto con questo paesaggio è immediato: montagne ricoperte di ghiaccio, coste frastagliate e vaste distese di neve ci ricordano di essere arrivati in uno degli ambienti più estremi della Terra.
L’isola ospita numerose basi scientifiche internazionali, trasformandosi durante l’estate australe in una vera comunità dedicata alla ricerca. Tra queste visitiamo la Base Bellingshausen, fondata dall’Unione Sovietica nel 1968 e tuttora gestita dalla Federazione Russa. Qui vengono studiati il clima, la glaciologia, la geologia e gli ecosistemi marini, fornendo dati fondamentali per comprendere i cambiamenti ambientali del pianeta.

Chiesa della Santissima Trinità
A pochi passi dalla Base Bellingshausen troviamo uno degli edifici più sorprendenti dell’intero continente: la Chiesa della Santissima Trinità. Costruita interamente in legno di cedro siberiano e assemblata da artigiani russi, questa piccola chiesa ortodossa rappresenta uno dei luoghi di culto permanenti più australi del mondo.
Il contrasto tra il caldo colore del legno e il bianco quasi assoluto del paesaggio circostante rende questo edificio particolarmente suggestivo. Al suo interno tutto è semplice e raccolto: icone dipinte a mano, candele e arredi tradizionali testimoniano la presenza spirituale in un luogo dominato dalla natura. Anche chi non segue la religione ortodossa percepisce facilmente il valore simbolico di questa chiesa, costruita per offrire un punto di riferimento a ricercatori e spedizionieri provenienti da ogni parte del mondo.

Yankee Harbour
La navigazione prosegue fino a Yankee Harbour, una baia naturale riparata situata su Greenwich Island. Nel XIX secolo era frequentata dalle baleniere e dai cacciatori di foche americani, da cui deriva il suo nome. Oggi il silenzio ha preso il posto delle attività commerciali, lasciando spazio a uno degli ecosistemi più ricchi delle Shetland Meridionali.

Sbarchiamo lungo una spiaggia di ciottoli neri dove migliaia di pinguini Papua costruiscono i loro nidi durante la stagione riproduttiva. Non è raro avvistare anche foche di Weddell o foche leopardo adagiate sul ghiaccio poco distante dalla costa.

Half Moon Island
Half Moon Island deve il suo nome alla caratteristica forma a mezzaluna. Protetta dalle correnti più forti, offre condizioni ideali per numerose specie di uccelli marini e mammiferi.

Camminando tra le basse colline ricoperte di muschi e licheni osserviamo colonie di pinguini antartici dal caratteristico sottogola nero, insieme a stercorari, petrelli e cormorani imperiali che nidificano sulle rocce. Nei mesi estivi il terreno si libera parzialmente dalla neve, permettendo alla limitata vegetazione antartica di svilupparsi durante il breve periodo favorevole. Le acque circostanti sono particolarmente ricche di krill, il piccolo crostaceo che sostiene gran parte della catena alimentare antartica e richiama balene, foche e numerose specie di uccelli.

Deception Island (Isola dell’Inganno)
Pochi luoghi dell’Antartide sorprendono quanto Deception Island. Fu battezzata nel 1820 dal capitano baleniere americano Nathaniel Palmer. Da lontano, l’isola appare come un massiccio e compatto blocco di terra ghiacciata. Avvicinandosi, si scopre che l’esterno roccioso è solo un’illusione: l’isola è in realtà l’anello esterno di un’enorme caldera vulcanica allagata.
L’ingresso avviene attraverso Neptune’s Bellows (le Fauci di Nettuno), uno stretto passaggio largo appena poche centinaia di metri, dove il comandante conduce la nave con particolare attenzione a causa delle correnti e dei bassi fondali. Una volta entrati ci troviamo all’interno del vulcano stesso.
Sulle spiagge di sabbia vulcanica nera emergono i resti delle antiche stazioni baleniere e delle basi scientifiche abbandonate dopo le eruzioni del 1967 e del 1969. Camminando tra serbatoi arrugginiti, edifici semi-sepolti dalla cenere e vecchi hangar comprendiamo quanto potente sia stata l’attività geologica di quest’isola. In alcuni punti il terreno conserva ancora un calore geotermico percepibile sotto i piedi.

Enterprise Island
Enterprise Island racconta una delle pagine più significative della storia economica dell’Antartide. Qui, tra le acque calme della baia, riposa il relitto della baleniera Governoren, una nave norvegese lunga oltre ottanta metri che prese fuoco nel 1915 durante le operazioni di lavorazione dell’olio di balena.

Lo scafo, ancora oggi ben conservato nelle acque gelide, rappresenta una testimonianza tangibile dell’epoca della caccia intensiva ai cetacei. Intorno al relitto è frequente osservare cormorani, sterne e foche che utilizzano questa insolita struttura come punto di riposo.
Le acque tranquille dell’isola offrono inoltre ottime possibilità di avvistare megattere mentre si alimentano sfruttando l’abbondanza di krill.

Le Melchior Islands
L’arcipelago delle Melchior Islands è formato da numerose piccole isole separate da stretti canali. Qui la navigazione assume un carattere particolarmente spettacolare: iceberg di ogni forma sembrano galleggiare immobili, riflettendo infinite sfumature di blu.
Le acque calme permettono spesso di avvicinarsi con i battelli da spedizione ai fronti dei ghiacciai, mantenendo sempre le necessarie distanze di sicurezza. È proprio in quest’area che possiamo apprezzare da vicino le incredibili forme scolpite dal vento, dalle onde e dalle continue compressioni del ghiaccio.
Nei tratti più riparati capita spesso di osservare foche granchivore adagiate sui piccoli lastroni galleggianti, mentre i pinguini attraversano l’acqua con sorprendenti balzi, quasi sembrando volare sotto la superficie.

Port Lockroy
Sull’isola di Goudier raggiungiamo Port Lockroy, una delle basi storiche più conosciute dell’Antartide. Fondata nel 1944 nell’ambito dell’Operazione Tabarin, nacque come presidio britannico durante la Seconda guerra mondiale e successivamente divenne un importante centro di ricerca.
Oggi la base è stata trasformata in un museo perfettamente conservato. Entrando negli edifici ritroviamo laboratori scientifici, strumenti di misura, radio d’epoca, cucine e alloggi esattamente come venivano utilizzati dagli scienziati negli anni Cinquanta. Visitare queste stanze permette di comprendere le difficoltà affrontate dagli esploratori che trascorrevano lunghi inverni completamente isolati dal resto del mondo.
All’esterno una numerosa colonia di pinguini Papua convive pacificamente con i visitatori, offrendo magnifiche opportunità di osservazione.

Canale di Lemaire 
Molti lo considerano il tratto di navigazione più spettacolare della Penisola Antartica. Il Canale di Lemaire si sviluppa per circa undici chilometri tra pareti montuose che raggiungono anche i mille metri di altezza. Se le condizioni del ghiaccio lo consentono, percorriamo lentamente questo stretto corridoio naturale circondati da scogliere innevate, ghiacciai sospesi e iceberg che sembrano galleggiare senza peso. L’acqua, spesso perfettamente calma, riflette le montagne creando un effetto quasi speculare.
Durante il transito manteniamo lo sguardo rivolto anche verso il mare: balene megattere, balenottere minori e gruppi di foche vengono avvistati con una certa frequenza proprio lungo questo passaggio.

Cuverville Island 
L’ultima grande tappa della spedizione ci conduce a Cuverville Island, una delle colonie di pinguini Papua più numerose dell’intera Penisola Antartica. Sbarcando sull’isola percorriamo sentieri delimitati per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente e osserviamo da vicino la vita della colonia. Durante la stagione riproduttiva il continuo via vai degli adulti tra il mare e i nidi crea un’attività incessante. Assistiamo alle cure dedicate ai piccoli, alle complesse dinamiche sociali e ai rituali di corteggiamento che caratterizzano questa specie.
Dalle alture dell’isola possiamo infine ammirare un panorama straordinario sulla Baia di Errera, dove enormi ghiacciai scendono fino al mare e giganteschi iceberg si muovono lentamente seguendo le correnti. È uno scenario che racchiude tutta la forza e la fragilità dell’Antartide, lasciandoci l’impressione di aver visitato uno degli ultimi grandi territori realmente selvaggi del nostro pianeta.


NOTA
: Se preferite, posso organizzare il viaggio in forma privata, scegliendo insieme le date che vi sono più comode e, se lo desiderate, possiamo anche prolungarlo a vostro piacimento.

 

Cosa è compreso nella quota:

  • assistenza per l’acquisto dei biglietti aerei che posso emettere su richiesta;
  • gruppo WhatsApp per le comunicazione e per rispondere alle domande di tutti;
  • assistenza per la stipula della assicurazione di viaggio, vedi la pagina dedicata, che posso emettere su richiesta;
  • assistenza in italiano e inglese per tutto il viaggio 24 ore su 24;
  • sistemazione in camera doppia con colazione a Punta Arenas la notte precedente e quella successiva alla spedizione;
  • sistemazione in cabina doppia;
  • pensione completa durante tutta la navigazione;
  • incontri e osservazioni ravvicinate delle colonie di pinguini;
  • connessione internet disponibile presso la casa della stazione Bellingshausen;
  • escursione in barca fino a uno dei ghiacciai dell’area antartica.


Cosa non è compreso nella quota:

  • i biglietti aerei che posso emettere su richiesta;
  • l’assicurazione di viaggio, che posso emettere su richiesta;
  • supplemento singola;
  • pasti durante il soggiorno a Punta Arenas;
  • eventuali escursioni e attività facoltative;
  • le spese bancarie a carico dell’ordinante;
  • eventuali servizi aggiuntivi;
  • mance;
  • tutto quanto non espressamente indicato nel paragrafo: ‘Cosa è compreso nella quota’.

LA ROTTA

Non esitate a contattarmi per ogni informazione.
Enrico Radrizzani

Resta aggiornato 🙂
Se vuoi essere sempre aggiornato sui nuovi viaggi, gli eventi e gli incontri de La Compagnia del Relax puoi iscriverti
al canale WhatsApp;
alla pagina Instagram;
alla pagina Facebook.

LE IMBARCAZIONI

Scrivimi qui :)
Grazie di essere qui!

Abbi pazienza

La versione precedente del sito resisteva on-line da diversi lustri, da pochi giorni La Compagnia del Relax ha una nuova livrea aggiornata e funzionale.
Al momento è ancora disordinata, come per magia sono tornati on-line viaggi con vecchie date e altre amenità.
Col tempo migliorerà tutto!
Foto, calendario partenze, newsletter, link, un lavoro 
immane per mettere on-line il mezzo migliaio di pagine che comporranno il sito.
Il meccanismo però è lo stesso: ci sono i temi di viaggio e le destinazioni, se non trovi qualcosa che cerchi, scrivimi!
P.s. Non trovi il box della Privacy ma puoi navigare in tranquillità perché non raccolgo i cookies e non uso olio di palma ;)