Informazioni per il viaggio nelle Isole Faroe

Qui trovate le informazioni generali necessarie da conoscere prima di partire e le risposte alle domande che mi vengono rivolte più spesso. qualora non trovaste la risposta che cercate scrivetemi, la aggiungerò all’elenco. Alcune risposte non vi serviranno, le conoscete già, altre sono da memorizzare e tenere a portata di mano, come i numeri di emergenza – spero non vi servano mai. Sappiate che tutte le risposte che vi do sono verificate sui siti ufficiali competenti e aggiornate di frequente.


Quando andare
Il periodo migliore in assoluto per visitare le Isole Faroe va da giugno ad agosto, cioè in piena estate. In questi mesi le giornate sono incredibilmente lunghe, con quasi 20 ore di luce, il che ti dà tutto il tempo necessario per esplorare i sentieri e i villaggi senza fretta. È anche il momento in cui la natura è al massimo del suo splendore: le scogliere si tingono di un verde accesissimo e le colonie di uccelli marini, compresi i celebri pulcinella di mare – i puffin, popolano le coste, in particolare sull’Isola di Mykines. Anche il meteo, pur rimanendo sempre imprevedibile e fresco, è il più stabile dell’anno, con temperature medie che oscillano tra i 10°C e i 13°C.

Se invece preferisci evitare il picco dei visitatori e goderti i paesaggi in totale solitudine, puoi valutare i mesi di maggio e settembre. In questo periodo i prezzi dei voli e degli alloggi tendono a scendere e l’atmosfera è ancora più selvaggia, anche se dovrai fare i conti con temperature leggermente più rigide, molte meno ore di luce a settembre e la possibilità che alcuni servizi turistici o traghetti abbiano orari ridotti.

L’inverno, al contrario, è consigliato solo se l’obiettivo principale è dare la caccia all’aurora boreale o vedere i paesaggi coperti di neve, accettando però il vento forte, le pochissime ore di luce e la pioggia frequente che spesso rende inagibili i sentieri da trekking.

Documenti
Per l’ingresso è necessario essere in possesso di una carta d’identità valida per l’espatrio o, in alternativa, di un passaporto in corso di validità. Anche se l’arcipelago fa politicamente parte del Regno di Danimarca, è bene ricordare che non appartiene né all’Unione Europea né allo spazio Schengen; tuttavia, in virtù di accordi specifici e della cooperazione sui controlli alle frontiere, i cittadini italiani possono viaggiare per motivi di turismo per un periodo massimo di 90 giorni senza dover richiedere alcun visto d’ingresso.

Trattandosi di voli che solitamente prevedono uno scalo a Copenaghen o in altri aeroporti dell’area Schengen, i controlli d’identità formali all’arrivo sono rari ma le compagnie aeree richiedono comunque un documento valido per le procedure di imbarco. Si consiglia infine di verificare che il documento scelto sia integro e con una scadenza successiva alla data prevista per il rientro in Italia, e di portare con sé la patente di guida italiana, pienamente riconosciuta qualora si decidesse di noleggiare un’auto sul posto.

*È buona norma portare con sé una copia cartacea del passaporto, del visto, dell’assicurazione sanitaria e delle prenotazioni alberghiere, conservandole separatamente dagli originali.

*I residenti in Italia di diversa nazionalità devono fare riferimento alle norme che regolano i rapporti il Regno di Danimarca e il loro paese. Non ho alcuna responsabilità se l’ingresso nel paese vi verrà negato per non aver rispettato le indicazioni del sito ufficiale della Farnesina.

Assicurazione
Come per ogni viaggio, un’assicurazione sanitaria ci regala tranquillità e sicurezza!

Su richiesta posso stipulare la polizza che ritenete più opportuna per le vostre esigenze, con o senza annullamento.
Non esitate a chiedermi la polizza per fare le dovute valutazioni.

Valuta e cambio
La valuta ufficiale è la corona faroese (króna), che non è una moneta indipendente ma una speciale emissione locale della corona danese (DKK). Le banche dell’arcipelago non effettuano più il servizio di cambio valuta in contanti per i turisti, ma questo non rappresenta un problema poiché le carte di credito e di debito dei circuiti principali, come Visa e Mastercard, sono accettate ovunque, persino per importi minimi o sui taxi, mentre i circuiti come American Express sono raramente supportati.
È bene ricordare che, sebbene le corone danesi in formato cartaceo siano regolarmente accettate alle Faroe, le banconote faroesi non possono essere spese direttamente in Danimarca, quindi è consigliabile consumarle o versarle prima di lasciare le isole.

Carte di credito e debito, prelievi e pagamenti
Nelle Isole Faroe la gestione del denaro è estremamente semplice grazie a un sistema economico quasi interamente digitale, in cui le carte di credito e di debito dei circuiti principali, sono accettate ovunque, dai grandi hotel di Tórshavn fino ai taxi, distributori di benzina, supermercati e piccoli bar di villaggio. Anche i pagamenti contactless tramite smartphone, come Apple Pay e Google Pay.
Il contante non è quasi mai necessario per l’intera durata del viaggio, fatta eccezione per piccolissime spese impreviste in alcuni chioschi stagionali o cassette ad “onore” all’inizio di determinati sentieri escursionistici. Qualora desiderassi disporre di denaro fisico, è consigliabile prelevare direttamente dai bancomat (ATM) presenti all’aeroporto di Vágar o nei centri principali, poiché le banche locali non offrono più servizi di cambio valuta per i contanti stranieri.

*Portare con sé una seconda carta rappresenta una precauzione utile.

Personalmente utilizzo la carta prepagata WISE, prelievo a parte, tutte le operazioni sono gratuite, potete richiederla usando questo link: https://wise.com/invite/arhc/enricor129.

Fuso orario
Quando ti rechi alle Isole Faroe, tieni presente che l’arcipelago si trova nel fuso orario di Greenwich, adottando precisamente il Western European Time (WET), che corrisponde a UTC+0. Questo significa che, rispetto all’Italia, l’orologio va spostato un’ora indietro.
Esattamente come avviene da noi, anche le Faroe applicano l’ora legale dall’ultima domenica di marzo all’ultima domenica di ottobre; di conseguenza, il distacco di un’ora in meno rispetto all’ora italiana rimane costante ed effettivo durante tutto il corso dell’anno, facilitando notevolmente la gestione dei voli e delle comunicazioni a distanza.

Elettricità
L’arcipelago utilizza una tensione di rete di 230 V con una frequenza di 50 Hz, standard perfettamente compatibili con tutti i dispositivi elettronici europei. Per quanto riguarda le prese di corrente, i tipi più diffusi sono la presa C (la classica spina europea a due poli) e la presa K (lo standard danese a tre poli). Se portiamo caricabatterie europei a due poli non dovrebbero esserci problemi, ma per maggiore sicurezza conviene avere un adattatore universale.

Telefono e internet
Questo arcipelago non fa parte dell’Unione Europea, il che significa che la normativa sul roaming europeo a tariffa nazionale non si applica. Utilizzare la propria SIM italiana senza una promozione specifica comporterà costi estremamente elevati sia per le chiamate sia per il traffico internet. La copertura di rete locale è comunque eccezionale, con una ricezione 4G e 5G rapidissima e capillare diffusa dai due operatori principali, Føroya Tele e Nema, persino nei villaggi più remoti o nei tunnel sottomarini. Per evitare brutte sorprese sul conto telefonico, la soluzione più pratica ed economica è l’acquisto di una eSIM digitale specifica per le Faroe prima della partenza, oppure, in alternativa, puoi comprare una SIM fisica locale direttamente all’arrivo all’aeroporto di Vágar o nei negozi di Tórshavn.

Se il vostro telefono lo consente, potete usare una e-sim: io uso Airalo, avrete 3$ di sconto se la attivate tramite questo link: https://ref.airalo.com/6pVK, inserendo questo codice ENRICO6048 al momento della registrazione o del pagamento. 

Pass per musei e siti
A differenza di altre destinazioni europee, nelle Isole Faroe non esiste un unico pass turistico onnicomprensivo che includa tutti i principali musei, le gallerie d’arte e i siti naturalistici privati dell’arcipelago. Tuttavia, è possibile ottimizzare le visite culturali grazie al biglietto combinato del Museo Nazionale, una tessera unica valida per un’intera settimana che apre le porte della mostra permanente a Tórshavn, del vicino museo all’aperto di Hoyvíksgarður e dell’antico sito industriale della stazione baleniera di við Áir.
È importante ricordare che i famosi siti paesaggistici e i sentieri escursionistici più iconici si trovano spesso su terreni privati e richiedono il pagamento di una tassa di accesso individuale sul posto o online, una spesa completamente slegata dai circuiti museali.
Per gli spostamenti tra i vari villaggi, invece, l’unica vera carta cumulativa disponibile è il Travel Card della SSL, dedicata esclusivamente ai trasporti illimitati su autobus e traghetti per una durata di quattro o sette giorni.

Sistema sanitario e vaccinazioni
Il quadro sanitario per un viaggio alle Isole Faroe si caratterizza per l’eccellenza delle strutture a fronte, però, di una precisa barriera burocratica per i cittadini europei. Pur essendo un territorio legato alla Danimarca, l’arcipelago non fa parte dell’Unione Europea né dello spazio Schengen per quanto riguarda gli accordi sanitari, il che significa che la Tessera Sanitaria Europea (TEAM) non è riconosciuta e non dà diritto alla gratuità delle prestazioni.
Il sistema medico locale è interamente pubblico e fa capo a tre ospedali principali situati a Tórshavn, Klaksvík e Tvøroyri, supportati da una rete capillare di medici locali e da un servizio di guardia medica centralizzato raggiungibile telefonicamente. In caso di emergenza il numero unico da comporre è il 112, ma qualsiasi trattamento somministrato ai non residenti, comprese le prestazioni di primo soccorso, viene fatturato direttamente al paziente.
Per le consultazioni non urgenti o per reperire farmaci, i costi possono lievitare rapidamente, motivo per cui l’assicurazione di viaggio privata non è solo consigliata, ma indispensabile per coprire le spese mediche immediate e l’eventuale costoso rimpatrio aereo verso l’Italia.

Dal punto di vista epidemiologico e delle vaccinazioni, le Faroe sono un paese sicuro e privo di rischi endemici, tanto che le autorità locali non impongono alcun vaccino obbligatorio per l’ingresso. Viene unicamente raccomandato il controllo dei vaccini di routine previsti dal piano nazionale italiano.

*Prima della partenza può essere utile consultare il proprio medico o il sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per eventuali aggiornamenti sanitari.

Farmaci
Per il tuo viaggio è fondamentale sapere che, sebbene sia consentito portare i medicinali necessari per uso personale durante il soggiorno, le autorità doganali locali applicano controlli molto rigidi sull’importazione di sostanze farmaceutiche. Per evitare il sequestro dei prodotti, devi conservare ogni farmaco nella sua confezione originale, integro e chiaramente identificabile, accompagnato da una prescrizione medica o da un certificato redatto dal tuo medico curante, preferibilmente in lingua inglese, che specifichi la diagnosi, la posologia e il principio attivo. La Tessera Sanitaria Europea non è valida nell’arcipelago, il che rende ancora più indispensabile partire con una scorta sufficiente per l’intera durata del soggiorno e un’assicurazione sanitaria privata.
Infine, è caldamente consigliato trasportare tutti i farmaci salvavita e quelli essenziali nel bagaglio a mano, sia per prevenire l’eventuale smarrimento delle valigie imbarcate sia per superare agevolmente i controlli di sicurezza aeroportuali.

Cucina
La cucina delle Faroe è l’espressione più pura e autentica di un ecosistema estremo, dove l’isolamento geografico e il clima nordico hanno storicamente imposto l’arte della conservazione come unica via per la sopravvivenza. Tradizionalmente priva di spezie e incentrata su pochissimi elementi locali, questa tradizione gastronomica si fonda oggi su un affascinante dualismo: da un lato il mantenimento di usanze secolari e dall’altro una raffinatissima reinterpretazione in chiave New Nordic, che ha portato l’arcipelago alla ribalta della critica internazionale.

Il pilastro assoluto della tavola faroese è la carne d’agnello, che si distingue per un sapore straordinariamente intenso e aromatico, dovuto al fatto che gli animali pascolano liberamente tutto l’anno brucando erba costantemente sferzata dalla salsedine. Piuttosto che consumare la carne fresca, i faroesi utilizzano da sempre un metodo di stagionatura unico chiamato ræst. Il processo avviene all’interno dell’hjallur, un capanno di legno con pareti fessurate che lasciano passare il vento freddo e salmastro dell’Atlantico. Qui la carne subisce prima una fermentazione naturale e poi un’essiccazione all’aria. Il risultato è un profilo aromatico pungente, terroso e profondamente complesso, che per i palati stranieri può risultare inizialmente spiazzante ma che rappresenta l’identità culturale più profonda del luogo. Con lo stesso principio si prepara lo skerpikjøt, l’agnello essiccato per molti mesi fino a raggiungere una consistenza semidura, che viene consumato a fettine sottili sul pane di segale.

Accanto all’agnello, l’oceano circostante offre una materia prima ittica di una qualità e freschezza incomparabili. Il merluzzo, l’eglefino, l’halibut e il salmone selvaggio vengono consumati sia freschi, sia sottoposti allo stesso processo di fermentazione ræst applicato alla carne. Molto diffuso è anche l’uso delle balene pilota e delle foche, consumate storicamente per garantire l’apporto calorico nei mesi invernali sotto forma di carne essiccata (tvøst) e grasso (spik). I crostacei e i molluschi delle Faroe, che crescono lentamente nelle gelide e pulitissime acque oceaniche, sono considerati tra i migliori al mondo per dimensioni e dolcezza della polpa, in particolare i langoustine e le capesante giganti.

La rigidità del clima limita drasticamente l’agricoltura, riducendola storicamente alla coltivazione di pochissimi vegetali resistenti. Il re incontrastato dei contorni è la patata, introdotta nel diciottesimo secolo e divenuta subito fondamentale, accompagnata talvolta da rape e dal rabarbaro. Quest’ultimo, grazie alla sua straordinaria acidità e alla capacità di prosperare anche con poca luce, è l’ingrediente principe di dolci, composte, marmellate e salse che accompagnano i piatti di carne.

Negli ultimi anni, questa cucina di sussistenza è stata riscoperta e nobilitata da chef visionari che hanno saputo applicare le tecniche della ristorazione d’avanguardia agli ingredienti del territorio. Erbe spontanee, licheni, alghe marine e bacche selvatiche sono diventati protagonisti di menu degustazione d’eccellenza, dove l’antica tecnica della fermentazione viene calibrata per esaltare, anziché coprire, la purezza primordiale delle materie prime faroesi. Viaggiare oggi in queste isole significa quindi compiere un vero e proprio percorso antropologico attraverso il gusto, sospeso tra il rigore della sopravvivenza e la modernità della gastronomia sostenibile.

Acqua e verdure crude
La gestione di acqua e verdure crude è incredibilmente semplice e rassicurante.
L’acqua del rubinetto è considerata una delle più pure, pulite e buone del pianeta. Proviene direttamente da fonti sotterranee e sorgenti naturali alimentate dalle piogge e dallo scioglimento dei ghiacci, filtrate dagli strati di roccia basaltica dell’arcipelago. 
Potete bere tranquillamente da qualsiasi rubinetto e persino dai corsi d’acqua montani che incontrate durante i trekking, purché l’acqua sia corrente e vi troviate a monte rispetto a zone di pascolo degli agnelli. Non c’è alcun bisogno di acquistare acqua in bottiglia, anzi, girare con una borraccia ricaricabile è la scelta standard e più ecologica.

Per quanto riguarda le verdure crude, non esiste alcun rischio di contaminazione batterica legato all’acqua di lavaggio, proprio grazie alla purezza della rete idrica locale. Il “problema” delle verdure crude alle Faroe non è microbiologico, ma logistico e culturale. Il clima subartico e il terreno roccioso non permettono la coltivazione di verdure a foglia verde o di ortaggi estivi su grande scala. Di conseguenza, la maggior parte delle verdure che troverete nei supermercati o nei ristoranti è importata ed è per questo motivo piuttosto costosa e non sempre freschissima come quella a cui siamo abituati in Italia.

Noleggiare un auto
Nella quasi totalità dei casi conviene assolutamente noleggiare un’auto. Sebbene i mezzi pubblici dell’arcipelago siano moderni e puntuali, la conformazione geografica e il clima delle isole rendono il veicolo privato lo strumento fondamentale per godersi il viaggio.
Il fattore decisivo è la flessibilità legata al meteo. Alle Faroe le condizioni cambiano nel giro di pochi minuti: può esserci il sole su un’isola e una nebbia fitta impenetrabile su quella vicina. Avere un’auto permette di stravolgere l’itinerario all’ultimo minuto per inseguire il cielo sereno, un lusso impossibile se si è legati agli orari rigidi delle corriere.

Molti dei luoghi più iconici e spettacolari delle isole, come i punti panoramici per osservare i pulcinella di mare o l’inizio dei sentieri di trekking più isolati, non sono raggiunti dai bus di linea. La rete dei trasporti pubblici è pensata principalmente per le esigenze dei residenti e collega in modo efficiente i centri principali come Tórshavn e Klaksvík, ma le corse verso i villaggi minori sono molto diradate, spesso limitate a due o tre passaggi al giorno, e si riducono drasticamente durante il fine settimana.
Affidarsi ai soli autobus costringe a calcolare al minuto ogni spostamento e a trascorrere ore ad aspettare la coincidenza successiva, spesso esposti al vento e alla pioggia incessante.

Abbigliamento e scarpe
Per affrontare il meteo mutevole delle isole Faroe la regola d’oro è vestirsi a strati, rinunciando del tutto all’ombrello a causa del vento forte.
A contatto con la pelle è fondamentale un intimo termico in lana merino o materiale sintetico, evitando il cotone che trattiene l’umidità. Sopra va indossato uno strato isolante, come un pile o un piumino leggero, facile da togliere se la temperatura sale durante i trekking. Il tutto va completato con una giacca tecnica che sia antivento e impermeabile, dotata di cappuccio.
Per le gambe servono pantaloni da trekking idrorepellenti, affiancati da sovrapantaloni impermeabili da tenere nello zaino per le piogge improvvise. Ai piedi sono indispensabili scarponi alti alla caviglia, impermeabili e con una suola dall’ottimo grip, dato che i sentieri sono quasi sempre fangosi e scivolosi.
Anche in estate, completano l’abbigliamento un berretto di lana, guanti, uno scaldacollo per proteggersi dalle raffiche e gli occhiali da sole per quando la luce si riflette intensa sull’oceano.

Mance
Nelle Isole Faroe non c’è una cultura della mancia e non è affatto obbligatoria o attesa. Il servizio e l’IVA sono sempre inclusi nel conto finale di ristoranti, taxi e hotel. I lavoratori del settore ricevono stipendi regolari e non fanno affidamento sui complimenti in denaro dei clienti, quindi puoi pagare tranquillamente la cifra esatta che trovi scritta sullo scontrino. Lasciare un extra viene comunque interpretato come un gesto gentile e non come un’offesa.

Lingua
Le Isole Faroe hanno come lingua ufficiale il faroese, un idioma di origine vichinga derivato dall’antico norreno e strettamente imparentato con l’islandese. Accanto ad esso, il danese è ampiamente insegnato come seconda lingua ufficiale. Per quanto riguarda l’inglese, non avrai assolutamente alcun tipo di problema: viene studiato fin dalle scuole elementari ed è parlato in modo fluente e diffuso dalla quasi totalità della popolazione. Troverai menu nei ristoranti, cartelli stradali e informazioni turistiche scritti regolarmente in inglese. Anche se potrai comunicare ovunque senza sforzo, imparare qualche parola nella lingua locale è sempre un gesto molto apprezzato dagli abitanti.

Ecco alcune espressioni:

Hey — Ciao
Góðan dag — Buongiorno
Gott kvøld — Buonasera
Góða nátt — Buonanotte
Takk o Takk fyri — Grazie
Gott tað sama — Prego
Ja — Sì
Nei — No
Eg eiti… — Mi chiamo…
Eg eri úr Italiu — Io sono italiano
Eg tosi ikki føroyskt — Non parlo faroese
Hvat kostar tað? — Quanto costa?

Cultura faroese
Le Isole Faroe sono un microcosmo unico al mondo, dove la natura drammatica ha plasmato in modo viscerale l’identità di chi ci vive. Per capire la cultura faroese, devi immaginare un popolo che per secoli è rimasto quasi completamente isolato in mezzo all’Atlantico del Nord, lottando contro gli elementi. Questo ha creato un legame indissolubile con la terra e con il mare, visibile in ogni aspetto della loro quotidianità.

Il carattere dei faroesi è profondamente influenzato da questo isolamento storico. A prima vista possono sembrare persone riservate, silenziose e guardinghe, una sorta di guscio protettivo tipico delle comunità nordiche. Tuttavia, basta un minimo contatto o un sorriso per scoprire una calorosità e un senso dell’ospitalità straordinari. C’è un concetto fondamentale nella loro filosofia di vita che riassume perfettamente questo spirito, ed è racchiuso nella frase «Hevði eg tað, ið tú vantaði, so skuldi tú fingið tað», che significa letteralmente “Se avessi ciò che ti manca, te lo darei”. Generosità e fiducia reciproca sono i pilastri della comunità; basti pensare che fuori dalle grandi città le porte di casa rimangono spesso aperte e la criminalità è praticamente inesistente.

Un tratto psicologico e culturale che noterai subito è il concetto di «Gluggaglásing», ovvero l’abitudine di guardare fuori dalla finestra. Non si tratta di semplice noia o curiosità indiscreta, ma di una connessione profonda con il meteo. Il tempo alle Faroe cambia nel giro di pochi minuti e i faroesi hanno imparato a non pianificare mai in modo rigido, lasciandosi guidare dal vento e dalla nebbia. È una forma di flessibilità mentale che permette loro di vivere senza lo stress del controllo assoluto, accettando ciò che la natura decide di concedere giorno per giorno.

La lingua faroese è forse il loro tesoro culturale più grande. Pur essendo una comunità minuscola, sono riusciti a preservare questo idioma intatto attraverso i secoli grazie a una potentissima tradizione orale. Non avendo una lingua scritta ufficiale fino alla metà dell’Ottocento, la storia, i miti e le leggende locali sono sopravvissuti attraverso le «Kvæði», lunghe ballate tradizionali che i faroesi cantano ancora oggi durante la famosa catena di danza faroese. Questa danza si esegue tenendosi per mano, muovendosi a ritmo sincopato senza l’ausilio di strumenti musicali, affidandosi solo alla voce del cantante principale e del coro. È un momento di fortissima coesione sociale in cui passato e presente si fondono.

I costumi tradizionali riflettono lo stesso orgoglio nazionale. Abiti finemente ricamati a mano, d’ispirazione ottocentesca, vengono indossati con estrema fierezza da giovani e anziani durante le feste nazionali, i matrimoni e soprattutto durante la festa di Ólavsøka, la festa nazionale che si tiene a fine luglio. Vedere un intero popolo vestito a festa per le strade di Tórshavn è uno spettacolo che trasmette il senso profondo della loro identità.

Bandiera
La bandiera delle Isole Faroe, è caratterizzata da una croce nordica rossa bordata d’azzurro, spostata verso la lancia su un campo bianco, seguendo la tradizione stilistica dei paesi scandinavi come simbolo del cristianesimo. Ideata nel 1919 da Jens Oliver Lisberg e da altri studenti faroesi a Copenaghen, fu issata per la prima volta nell’arcipelago il 22 giugno dello stesso anno. I suoi colori racchiudono un profondo significato legato all’identità locale: il bianco simboleggia il cielo limpido e la schiuma delle onde che si infrangono sulle coste, mentre il rosso e il blu richiamano sia i costumi tradizionali dell’arcipelago sia lo stretto legame storico con l’Islanda e la Norvegia. Inizialmente non riconosciuta dalla Danimarca, la bandiera fu adottata ufficialmente il 25 aprile 1940 dalle autorità britanniche durante l’occupazione della seconda guerra mondiale per distinguere le navi faroesi da quelle della Danimarca occupata dai nazisti, data che tuttora si celebra come festa nazionale del “Flaggdagur“, prima del definitivo riconoscimento ufficiale da parte del governo danese avvenuto con l’atto di autonomia del 1948.

Feste nazionali

Capodanno – 1° Gennaio
Come nel resto del mondo, si celebra l’inizio del nuovo anno. Nelle piccole comunità faroesi è tradizione fare falò, fuochi d’artificio (soprattutto nella capitale Tórshavn) e riunirsi in famiglia.

Giorno della Bandiera – 25 Aprile
È una delle feste identitarie più sentite. Si celebra il riconoscimento ufficiale della bandiera faroese, la Merkið. In tutto il paese si tengono discorsi politici, parate e la bandiera viene issata con orgoglio in ogni villaggio.

Giorno della Costituzione – 5 Giugno
Essendo le Isole Faroe una nazione costitutiva del Regno di Danimarca (seppur fortemente autonoma), si commemora la firma della Costituzione danese del 1849

Vigilia e Giorno di Sant’Olav (Ólavsøka) – 28 e 29 Luglio

L’Ólavsøka è la vera e propria Festa Nazionale delle Isole Faroe. Commemora la morte di San Olav (Re Olav II di Norvegia), che introdusse il cristianesimo nelle isole. Dura due giorni interi a Tórshavn:

  • Il 28 luglio si aprono le celebrazioni con la sfilata degli atleti e dei cavalieri e iniziano le accesissime gare nazionali di canottaggio tradizionale faroese.
  • Il 29 luglio si apre ufficialmente il Løgting (il Parlamento faroese, uno dei più antichi del mondo). Deputati, ministri e clero sfilano in processione verso la Cattedrale indossando lo splendido costume tradizionale faroese. La festa si conclude a notte fonda con migliaia di persone che cantano ballate tradizionali e ballano la famosa danza catena faroese.


Giovedì Santo e Venerdì Santo
Le Faroe si fermano quasi completamente per i giorni che precedono la Pasqua. I ristoranti e i supermercati restano chiusi e l’atmosfera nei villaggi è molto silenziosa.

Domenica di Pasqua e Lunedì dell’Angelo
Oltre alle funzioni religiose, la Pasqua faroese porta con sé una simpatica tradizione laica: le famiglie dipingono le uova sode e poi si recano su una collina per farle rotolare giù, sfidandosi a chi fa arrivare l’uovo più lontano senza romperlo.

Ascensione – 40 giorni dopo la Pasqua
Cade sempre di giovedì. Se il meteo assiste gli isolani, è una giornata tradizionalmente dedicata alle prime grandi escursioni della stagione e al trekking tra le montagne.

Pentecoste e Lunedì di Pentecoste – 50 giorni dopo la Pasqua
Un altro lungo weekend festivo (maggio o giugno) molto sentito a livello comunitario, con celebrazioni religiose in ogni parrocchia, comprese quelle minuscole e isolate come quella di Saksun.

Natale (Jól) – 24, 25 e 26 Dicembre
Il Natale faroese è un periodo magico e intimo. La Vigilia si passa strettamente in famiglia mangiando oca o anatra arrosto (o montone essiccato, a seconda della tradizione familiare) e scambiandosi i regali. Il 25 e il 26 sono giorni festivi dedicati alle visite a parenti e amici.

Cosa mettere in valigia:

  • adattatore universale;
  • caricatori, power bank;
  • kit medico di base e repellenti;
  • kit igiene (disinfettante mani, salviette);
  • sacchetti impermeabili per proteggere documenti e dispositivi;
  • zaino leggero da giorno impermeabile;
  • bastoncini da trekking;
  • mascherina per gli occhi (se viaggi in estate).


Numeri utili:

  • 112 – numero di emergenza generale
  • Ambasciata d’Italia a Copenaghen
    Indirizzo: Gammel Vartov Vej 7, 2900 Hellerup
    Telefono: 0045 39 62 6877
    Mail: info.copenhagen@esteri.it
    Sito web: https://ambcopenaghen.esteri.it/it/
  • Cancelleria Consolare
    Indirizzo: Ostergade 24 B, 2° piano, 1100 – Copenaghen
    Telefono: 0045 39 18 3444
    Mail: consolato.copenaghen@esteri.it
    Cellulare di reperibilità (attivo per i casi d’emergenza nelle
    ore di chiusura): 0045 21 80 4069


I consigli de La Compagnia del Relax

  • usa guide locali, mappe aggiornate o app con GPS offline (in zone con scarsa copertura);
  • se prevedi visite a musei, monumenti, siti archeologici, verifica gli orari e se richiedono prenotazioni anticipate;
  • controlla in anticipo se ci sono festività locali che potrebbero influenzare aperture o trasporti;
  • non pianificare un itinerario rigido, il meteo decide tutto;
  • organizza il pranzo al sacco la mattina presto: fuori dalla capitale Tórshavn e da Klaksvík, i villaggi sono piccolissimi e spesso non hanno bar, ristoranti o negozi di alimentari. Ti consiglio di comprare nei supermercati la mattina presto e viaggiare sempre autosufficiente. Inoltre, tieni conto che molti servizi e piccoli locali osservano la “legge di chiusura” domenicale e rimangono sbarrati;
  • non esiste il “diritto di accesso libero”: a differenza di altri paesi scandinavi, alle Faroe quasi tutta la terra è di proprietà privata. Camminare fuori dai sentieri tracciati non è solo rischioso, ma è considerato una violazione;
  • usa l’app locale per i tunnel sottomarini: le isole principali sono collegate da incredibili tunnel sottomarini. Alcuni di questi sono a pagamento. Non ci sono caselli fisici: le telecamere registrano la targa della tua auto a noleggio. Puoi pagare online entro pochi giorni oppure, per comodità, chiedere alla compagnia di noleggio di includere il pass per i tunnel direttamente nel contratto;
  • se c’è nebbia fitta, fermati accanto a un “cairn”: se stai camminando e vieni sorpreso da una nebbia così fitta da azzerare la visibilità, il consiglio è di non tentare di scendere alla cieca (i pendii finiscono spesso a strapiombo sull’oceano). Trova il cairn (la pila di pietre che segna il sentiero) più vicino e aspetta lì: la nebbia alle Faroe si muove velocemente e spesso si dirada nel giro di mezz’ora.


Non esitate a contattarmi per ogni informazione.

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Abbi pazienza

La versione precedente del sito resisteva on-line da diversi lustri, da pochi giorni La Compagnia del Relax ha una nuova livrea aggiornata e funzionale.
Al momento è ancora disordinata, come per magia sono tornati on-line viaggi con vecchie date e altre amenità.
Col tempo migliorerà tutto!
Foto, calendario partenze, newsletter, link, un lavoro 
immane per mettere on-line il mezzo migliaio di pagine che comporranno il sito.
Il meccanismo però è lo stesso: ci sono i temi di viaggio e le destinazioni, se non trovi qualcosa che cerchi, scrivimi!
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