Laos & Cambogia
-Il ritmo del Grande Fiume e l’Impero di Pietra-

16 giorni e 15 notti
Ci sono viaggi che non si misurano in chilometri, ma nel cambio di ritmo che impongono alle nostre giornate. Questo itinerario di sedici giorni tra Laos e Cambogia nasce proprio con questo spirito: un’esperienza autentica, vissuta senza fretta, dove il filo conduttore è lo scorrere placido del grande fiume Mekong. Ci lasciamo alle spalle la frenesia quotidiana per sintonizzarci con i tempi lenti del Sud-est asiatico, muovendoci tra paesaggi dominati da una natura dirompente e luoghi dove la spiritualità è parte integrante della vita di tutti i giorni.
Il nostro cammino inizia a Luang Prabang, un gioiello di architettura e silenzio. Qui impariamo subito il valore della calma: camminiamo all’alba osservando la sfilata silenziosa dei monaci, respiriamo il profumo di citronella dei mercati e navighiamo verso le grotte sacre di Pak Ou, sentendoci subito accolti dal calore genuino della popolazione locale. Man mano che scendiamo verso sud, il viaggio si fa sempre più naturalistico e sensoriale. A Vang Vieng entriamo in contatto con le spettacolari formazioni rocciose e le lagune trasparenti, mentre sull’Altopiano di Bolaven l’aria si fa fresca e l’aroma delle piantagioni di caffè si fonde con la forza rigenerante di cascate spettacolari. Quando raggiungiamo Si Phan Don, la regione delle 4000 Isole, nel profondo sud del Laos, proviamo la sensazione reale di un tempo sospeso, esplorando in bicicletta i piccoli villaggi di pescatori e le vecchie vestigia coloniali.
Attraversato il confine, l’emozione cambia forma ma conserva intatta la sua concretezza. La Cambogia ci accoglie con le sue distese di risaie e la maestosità immortale del complesso di Angkor. Non ci limitiamo a una semplice visita monumentale: entriamo nei templi meno battuti, camminiamo tra le radici giganti che abbracciano le pietre a Ta Prohm e saliamo sulla montagna sacra di Phnom Kulen, pranzando al sacco vicino alle sorgenti d’acqua. Concludiamo questa immersione scoprendo la vita dei villaggi galleggianti sul lago Tonle Sap e l’abilità dei giovani artigiani locali.
Questo viaggio ci regala una profonda sensazione di armonia e benessere. Torniamo a casa cambiati, arricchiti da incontri veri, con negli occhi i colori caldi dei tramonti sul fiume e la certezza di aver vissuto un’esperienza ritemprante, dove ogni singola giornata è stata assaporata con la giusta, rilassante lentezza.
Programma di viaggio
1° Giorno
Italia > Luang Prabang
Ci imbarchiamo sul volo intercontinentale diretto verso il Laos, una delle destinazioni più affascinanti e meno conosciute del Sud-est asiatico. È una giornata dedicata principalmente al trasferimento, ma rappresenta già l’inizio dell’esperienza: lasciamo alle spalle la quotidianità e ci prepariamo ad entrare in un Paese che conserva ancora ritmi lenti, profonde tradizioni buddhiste e paesaggi segnati dalla presenza del grande fiume Mekong.
Notte a bordo dell’aereo
Servizio pasti durante il volo
2° Giorno
Luang Prabang
Il nostro viaggio comincia a Luang Prabang, l’antico cuore pulsante del Regno Lan Xang, la leggendaria “Terra dei milioni di elefanti”*. Atterrati nel piccolo aeroporto cittadino, sbrighiamo le formalità doganali e incontriamo il nostro autista privato. Durante il breve tragitto verso il centro, notiamo subito come la città sia adagiata su una penisola fluviale, protetta dall’abbraccio del Mekong e del fiume Nam Khan. Questa posizione strategica favorì la nascita della storica Muang Sua -antico nome storico dell’odierna Luang Prabang, nel lontano 698 d.C., un patrimonio storico così intatto da meritare la tutela dell’UNESCO dal 1995.
Raggiungiamo la struttura alberghiera, sbrighiamo le procedure di registrazione e ci concediamo un po’ di riposo per smaltire il jet-leg. All’imbrunire, ci immergiamo nei vicoli adiacenti al mercato serale per una prima cena a base di street food. Ci attende una sfilata di sapori autentici: assaggiamo il celebre Khao Poon (una zuppa di noodle di riso al curry e latte di cocco), le salsicce locali Sai Oua aromatizzate alla citronella e il croccante riso tostato nei mercati tradizionali, circondati dai profumi e dal chiacchiericcio rilassato degli abitanti.
*L’espressione “terra di milioni di elefanti” è l’appellativo storico dell’intero Laos, derivante dal nome dell’antico regno di Lan Xang (1353 – 1707), che significa letteralmente “Terra di milioni di elefanti e del parasole bianco”. L’elefante rappresentava il simbolo supremo di forza, prosperità e potere militare nel sud-est asiatico, ed era favorito dalla presenza di enormi mandrie selvagge che popolavano le fitte foreste tropicali della regione.
Notte a: Luang Prabang
Pasti compresi: cena
3° Giorno
Luang Prabang
Cominciamo la giornata salendo a bordo di un tipico tuk-tuk, il mezzo locale per eccellenza, perfetto per respirare l’aria mattutina della città. La nostra prima tappa è il Monte Phousi; saliamo i gradini che portano alla cima per goderci una vista panoramica a 360 gradi sui tetti coloniali e sui picchi calcarei circostanti. Scendendo, visitiamo il Museo Nazionale, ospitato all’interno dell’ex Palazzo Reale. Qui si respira la storia della monarchia laotiana e si può ammirare il Phra Bang, la sacra statua d’oro del Buddha che dà il nome alla città, insieme a preziosi regali diplomatici d’epoca.
Il percorso culturale prosegue verso il Wat Visoun, il tempio più antico della città risalente al 1513, famoso per il suo stupa a forma di anguria, seguito dal vicino Wat Aham, storicamente noto come il “Monastero del Cuore Fiorito”. Questo luogo è fondamentale per capire il sincretismo laotiano: qui sorgevano i santuari dei due spiriti protettori di Luang Prabang (Pu No e Na No), a testimonianza di come l’animismo si sia fuso pacificamente con il Buddismo Theravada. Concludiamo la mattinata al Wat Xieng Thong, vero gioiello architettonico del 1560, con i suoi tetti spioventi che sfiorano quasi il terreno e lo splendido mosaico dell’Albero della Vita sulla parete posteriore.
Dopo un pranzo a base di specialità locali, ci trasferiamo al molo per imbarcarci su una barca tradizionale a motore. Navighiamo controcorrente sul fiume in direzione delle Grotte di Pak Ou. Questo sito, incastonato in una falesia calcarea dove il fiume Nam Ou si getta nel Mekong, custodisce migliaia di statue del Buddha lasciate dai fedeli nel corso dei secoli. Esploriamo prima la grotta inferiore (Tham Ting), illuminata dalla luce naturale, per poi salire i 70 gradini che conducono alla grotta superiore (Tham Theung), più profonda e mistica, dove occorre una torcia per scorgere le icone lignee nel buio.
Sulla via del ritorno, ormeggiamo nei pressi di due villaggi artigianali. A Ban Xang Hay osserviamo il processo di distillazione del Lao Lao, il forte liquore di riso tradizionale (spesso imbottigliato con scorpioni o serpenti), mentre a Ban Phanom incontriamo le donne della comunità dedite alla tessitura a mano su antichi telai, scoprendo i segreti dei complessi motivi geometrici in seta e cotone. Rientriamo a Luang Prabang godendoci i caldi colori del tramonto che si riflettono sulle acque del Mekong.
Notte a: Luang Prabang
Pasti compresi: colazione, pranzo
4° Giorno
Luang Prabang – Vang Vieng
La sveglia suona prima dell’alba, per testimoniare uno dei rituali più sacri del Sud-est asiatico: il Tak Bak. In un silenzio quasi surreale, vediamo sfilare una lunga processione di monaci scalzi, avvolti nelle loro tuniche color zafferano, che ricevono dai fedeli seduti sui marciapiedi le offerte quotidiane di cibo, principalmente Khao Niew (riso glutinoso). È un momento di profonda connessione spirituale, lontano dal turismo di massa se vissuto con il dovuto rispetto e distanziamento. Subito dopo, facciamo un salto al vivace mercato mattutino di Phousi, dove i locali si riforniscono di ingredienti freschi, verdure selvatiche della giungla, spezie e pesce d’acqua dolce. Rientriamo in hotel per la colazione e il check-out.
La mattinata prosegue nell’entroterra rurale. Visitiamo un piccolo laboratorio dove si produce la tradizionale carta Sa, ricavata dalla corteccia del gelso e decorata con fiori freschi pressati. Successivamente, entriamo in contatto con il mosaico etnico del Laos visitando alcuni villaggi: Ban Ouay, abitato dalla tribù H’mong, Ban Ou, della comunità Laoloum (la maggioranza laotiana delle pianure), e un insediamento del gruppo Khmu. Osserviamo le differenze nelle architetture delle case, nei costumi tradizionali e nello stile di vita quotidiano.
Ci dirigiamo poi verso le spettacolari Cascate di Kuang Si. Questo parco naturale toglie il fiato: l’acqua, ricca di minerali calcarei, assume una colorazione turchese e azzurra limpidissima, creando una serie di piscine naturali disposte su più livelli nella giungla. Risaliamo il sentiero fino alla cima della cascata principale per scattare foto magnifiche e, se il tempo lo permette, ci concediamo un bagno rinfrescante nelle vasche inferiori consentite.
Nel tardo pomeriggio, salutiamo Luang Prabang e ci spostiamo alla stazione ferroviaria. Saliamo a bordo del moderno treno ad alta velocità che in poco più di un’ora ci conduce a Vang Vieng, cittadina un tempo nota per l’intrattenimento giovanile e oggi riconvertita in paradiso dell’eco-turismo.
Notte a: Vang Vieng
Pasti compresi: colazione, pranzo
5° Giorno
Vang Vieng
Ci svegliamo circondati da uno scenario mozzafiato: Vang Vieng è adagiata lungo il corso del fiume Nam Song, dominata da imponenti faraglioni carsici che svettano verticali sulla pianura coltivata. Dopo la colazione, iniziamo l’esplorazione a bordo di una barca a coda lunga, sfrecciando sulle acque del fiume per ammirare il paesaggio da una prospettiva privilegiata. Facciamo tappa alla storica grotta di Tham Jang, un tempo utilizzata dagli abitanti del luogo come rifugio fortificato contro gli invasori cinesi nel XIX secolo; vi si accede attraversando un caratteristico ponte sospeso arancione.
Nel corso della giornata ci spostiamo verso la Grotta di Tham Poukham, un sito avvolto dal mito che ospita al suo interno una grande statua di un Buddha sdraiato in bronzo, illuminata da un raggio di sole zenitale che penetra da un’apertura nella roccia. Ai piedi della grotta si trova la celebre Laguna Blu, uno specchio d’acqua sorgiva ideale per rinfrescarsi dal caldo tropicale, saltando dai rami degli alberi circostanti.
Nel pomeriggio ci attende la sfida più gratificante della giornata: l’ascesa al Nam Xay Viewpoint. Si tratta di un trekking breve ma piuttosto ripido su terreno accidentato e rocce calcaree (raccomando scarpe con un buon grip). Una volta raggiunta la vetta, dove si trovano due bizzarre motociclette posizionate dai locali per scatti fotografici memorabili, la fatica svanisce davanti a una vista a 360 gradi sulle risaie sottostanti e sui profili montuosi che si tingono delle sfumature dorate del tardo pomeriggio.
Notte a: Vang Vieng
Pasti compresi: colazione, pranzo
6° Giorno
Vang Vieng – Vientiane
Lasciamo Vang Vieng dopo colazione e viaggiamo verso sud in direzione di Vientiane, la tranquilla ed elegante capitale del Laos che conserva ancora un vago sapore coloniale francese lungo i suoi viali alberati.
Una volta arrivati, iniziamo il tour storico dal Wat Si Saket, l’unico tempio rimasto intatto dopo l’invasione siamese del 1828; le sue pareti interne sono letteralmente costellate da piccoli nicchie che ospitano oltre diecimila statuette di Buddha in ceramica, pietra e bronzo. Proprio di fronte sorge il Wat Ho Prakeo, oggi trasformato in museo d’arte sacra, che un tempo custodiva il preziosissimo Buddha di Smeraldo prima che venisse trafugato e portato a Bangkok.
Ci spostiamo successivamente verso il Pha That Luang, il grande stupa dorato simbolo indiscusso della sovranità laotiana e monumento religioso più importante del Paese. Secondo la tradizione, la struttura originaria racchiudeva uno sterno del Buddha eretto dai missionari dell’imperatore Ashoka (268 – 232 a.C.). Sulla via del ritorno verso il centro, facciamo sosta al Patuxai, un imponente arco di trionfo cementizio ispirato a quello di Parigi ma decorato con raffinati motivi mitologici laotiani (come i mostri acquatici Naga e le divinità Kinnari).
Nel pomeriggio ci spingiamo a circa 25 chilometri fuori città per visitare un luogo stravagante e affascinante: il Parco del Buddha –Wat Xieng Khouan. Creato nel 1958 dallo sciamano Boun Léua Soulilat, questo spazio all’aperto raccoglie decine di sculture monumentali in cemento che fondono l’iconografia buddista con la mitologia induista. Camminiamo all’ombra di un immenso Buddha sdraiato lungo 40 metri ed entriamo all’interno di una gigantesca struttura a forma di zucca o testa di demone: varcando la sua bocca aperta, saliamo tre livelli che simboleggiano l’Inferno, la Terra e il Paradiso, sbucando sulla sommità per una splendida veduta d’insieme sul giardino esoterico.
Notte a: Vientiane
Pasti compresi: colazione, pranzo
7° Giorno
Vientiane > Pakse – Bolaven
Dopo la colazione in hotel, ci trasferiamo in aeroporto per imbarcarci sul volo interno diretto a Pakse, la porta d’accesso al Laos meridionale. Situata alla confluenza del Mekong e del fiume Xe Don, Pakse è stata la capitale dello storico Regno di Champasak (1713 – 1946).
All’arrivo veniamo accolti dal nostro autista e partiamo immediatamente verso il Wat Phou Salao, un tempio posizionato sulla cresta di una collina. Da quassù, ai piedi di un gigantesco Buddha dorato che veglia sulla pianura, godiamo di un panorama eccezionale sulla città, sui ponti e sulle anse sinuose del Mekong.
Prendiamo la strada che sale verso l’Altopiano di Bolaven, una regione fertile formata da un antico cratere vulcanico, famosa per il suo clima fresco, la natura rigogliosa e le spettacolari cascate. La nostra prima sosta è alla cascata di Tad Yueang: qui l’acqua compie un salto netto di 30 metri tuffandosi in una gola circondata da una vegetazione fittissima. Un sentiero attrezzato ci permette di scendere fino alla base dove, specialmente nella stagione umida, si viene avvolti da una fitta e rinfrescante nuvola di vapore acqueo.
Successivamente ci fermiamo in una piantagione di caffè locale. Qui impariamo a riconoscere le piante di varietà Robusta e Arabica introdotte dai francesi all’inizio del ‘900, scoprendo come l’altitudine e il suolo vulcanico conferiscano al caffè laotiano un aroma unico al mondo. Concludiamo la giornata alla vicina cascata di Tad Fane, dove due spettacolari flussi d’acqua gemelli si gettano per oltre 120 metri in un profondo canyon coperto dalla giungla.
Per i più avventurosi, c’è la possibilità (opzionale) di provare l’ebbrezza della zipline che vola letteralmente sopra il baratro con vista ravvicinata sulla cascata.
Nel tardo pomeriggio raggiungiamo la cittadina di Pak Song per il pernottamento.
Notte a: Pak Song
Pasti compresi: colazione, pranzo
8° Giorno
Bolaven – Champasak
Iniziamo la mattinata muovendoci verso il sito archeologico di Wat Phou, situato alle pendici del monte Phu Kao. Questo complesso di templi khmer in rovina è persino più antico del celebre Angkor Wat in Cambogia: le prime strutture risalgono infatti al V secolo d.C., sebbene l’impianto visibile oggi sia frutto di ricostruzioni avvenute tra l’XI e il XIII secolo. La caratteristica unica del Wat Phou è la sua disposizione assiale che si sviluppa risalendo i terrazzamenti della montagna. Camminiamo lungo il viale cerimoniale fiancheggiato da pietre miliari, superiamo i due palazzi principali in rovina e saliamo le ripide scalinate di pietra all’ombra di alberi di frangipani secolari, fino a raggiungere il santuario sommitale. Qui si venerava originariamente la divinità induista Shiva e la sorgente d’acqua perenne che sgorga dalla roccia retrostante, prima che il sito venisse riconvertito al buddismo.
Terminata la visita archeologica, risaliamo sul nostro mezzo privato e viaggiamo verso l’area rurale di Tad Lo. Lungo l’itinerario facciamo sosta in un villaggio tradizionale della tribù Kato. Questo gruppo etnico conserva tradizioni secolari distinte, come la disposizione circolare delle capanne attorno a una casa comune e la particolare maestria nella carpenteria e nell’artigianato tessile.
Arriviamo infine nell’area della cascata di Tad Lo, dove ci attende un pranzo rigenerante. Il sito è immerso in un contesto naturale idilliaco, dove il fiume scorre creando salti d’acqua immersi nel verde. Dedichiamo il primo pomeriggio al relax assoluto: chi lo desidera può approfittare delle piscine naturali formate dalla cascata per fare una nuotata rinfrescante nelle acque fresche e trasparenti, un toccasana ideale per mitigare la tipica temperatura tropicale della giornata. Concludiamo i servizi trasferendoci a Champasak per la notte.
Notte a: Champasak
Pasti compresi: colazione, pranzo
9° Giorno
Champasak – Don Khone
Dopo colazione, ci mettiamo in viaggio verso l’estremo sud del Paese, dove il Mekong si espande a dismisura creando un labirinto acquatico noto come Si Phan Don, che letteralmente significa “4000 isole”. Raggiungiamo il molo e saliamo a bordo di un’imbarcazione locale motorizzata. Navigare tra questi isolotti, alcuni dei quali sono semplici scogli ricoperti di mangrovie e altri ospitano piccoli villaggi di pescatori, ci permette di cogliere il ritmo placido del fiume. Sbarchiamo a Don Khone, un’isola pianeggiante dove il tempo sembra essersi fermato.
Andiamo a scoprire le affascinanti vestigia del periodo coloniale dell’Indocina francese. I francesi vedevano nel Mekong una potenziale autostrada commerciale verso la Cina, ma si scontrarono con l’imponenza delle rapide insuperabili di questa zona; per aggirarle, costruirono una ferrovia isolata proprio su queste isole. Ammiriamo i resti dei vecchi ponti, alcune residenze d’epoca dal fascino decadente e una locomotiva a vapore originale arrugginita, rimasta come monumento a quel sogno commerciale mai pienamente realizzato.
Ci spostiamo poi verso le cascate di Li Phi, chiamate anche Samphamith. Più che un salto verticale, si tratta di una spaventosa e spettacolare successione di rapide tumultuose dove il fiume si incanala tra rocce aguzze, segnando il confine naturale con la Cambogia. I pescatori locali credono che queste acque trattengano gli spiriti maligni, e guardando la forza della corrente non è difficile capire il perché. Per chi desidera muoversi un po’, dedichiamo il pomeriggio a una piacevole pedalata in bicicletta per esplorare la vicina e collegata isola di Don Det, attraversando risaie, ponticelli e salutando i bambini che giocano sotto le palme.
Notte a: Don Khone
Pasti compresi: colazione, pranzo
10° Giorno
Don Khone – Siem Reap
Sveglia presto e colazione sull’isola prima di riprendere la barca che ci riporta sulla terraferma, attraccando al molo di Ban Nakasang. Facciamo un’ultima grandiosa sosta in territorio laotiano per ammirare le cascate di Khone Phapeng. Questo sito lascia letteralmente sbalorditi: è la cascata più grande per volume d’acqua di tutto il Sud-est asiatico e la nona al mondo. Il Mekong qui si riversa con un boato assordante su chilometri di falesie rocciose, creando uno spettacolo della natura di immensa potenza.
Fatte le ultime foto, puntiamo decisamente verso sud fino a raggiungere il posto di blocco doganale al confine tra Laos e Cambogia. Sbrighiamo con calma tutte le procedure di uscita dal Laos e di visto d’ingresso in terra cambogiana, salutando il nostro staff laotiano e incontrando il nuovo autista che ci accompagnerà nella “terra dei Khmer”.
Inizia così il trasferimento verso Siem Reap, la cittadina che fa da porta d’accesso al leggendario complesso archeologico di Angkor. Durante il tragitto, osserviamo come il paesaggio cambi gradualmente, punteggiato dalle inconfondibili palme da zucchero che dominano le pianure cambogiane. Arrivati nel tardo pomeriggio, prendiamo possesso delle camere in hotel situato in posizione ideale vicino all’area archeologica. Avremo il resto della serata libero per iniziare a esplorare i vivaci mercatini della città o rilassarci in vista delle intense giornate che ci attendono.
Notte a: Siem Reap
Pasti compresi: colazione, pranzo
11° Giorno
Siem Reap
La nostra avventura tra i segreti dell’Impero Khmer (802-1431 d.C.) comincia a bordo di un tradizionale tuk-tuk cambogiano, il modo migliore per sentire i profumi della foresta circostante.
Varchiamo la maestosa Porta Sud di Angkor Thom, l’ultima grande capitale imperiale. Veniamo accolti dalla sfilata di statue di dèi e demoni che sorreggono il serpente Naga. Al centro esatto della città fortificata sorge il Bayon, un tempio enigmatico del XII-XIII secolo che ci lascerà senza parole: dalle sue torri gotiche di pietra scolpita spiccano oltre duecento enormi visi di pietra dal sorriso enigmatico, che sembrano scrutarci da ogni angolazione. Poco distante, camminiamo lungo la splendida Terrazza degli Elefanti, usata dal re per le cerimonie pubbliche, e visitiamo il Phimeanakas -il “Palazzo Celeste”, una piramide d’arenaria a tre livelli che riproduce il mitico Monte Meru.
Proseguiamo poi verso il Ta Prohm, uno dei luoghi più iconici e suggestivi dell’intero complesso. Qui gli archeologi hanno scelto di non rimuovere la giungla, lasciando il tempio così come fu riscoperto: i giganteschi alberi di banyan e i fichi strozzatori hanno fuso le loro enormi radici con i blocchi di pietra, avvolgendo i corridoi e spaccando le mura in un abbraccio eterno tra natura e ingegno umano.
Il pomeriggio è interamente dedicato al capolavoro assoluto: Angkor Wat. Questo colosso, considerato il più grande monumento religioso del pianeta, fu eretto per volere di re Suryavarman II nella prima metà del XII secolo. La pianificazione fu talmente straordinaria che i lavori iniziarono in contemporanea sui quattro lati della struttura, riducendo i tempi di costruzione a meno di quarant’anni. Nato come tempio indù dedicato a Vishnu e successivamente convertito al Buddismo Theravada, colpisce per la perfezione delle sue cinque torri che ricordano boccioli di loto e per i chilometri di bassorilievi finissimi che narrano poemi epici indiani e scene di vita di corte. Per concludere una giornata indimenticabile, saliamo sulla collina del tempio di Phnom Bakheng per goderci la vista del sole che tramonta sulla giungla, colorando di rosso le torri di Angkor in lontananza.
Notte a: Siem Reap
Pasti compresi: colazione, pranzo
12° Giorno
Siem Reap
Dopo la colazione, usciamo dal circuito principale e viaggiamo per circa 38 chilometri verso nord attraverso la campagna cambogiana per raggiungere Banteay Srei. Questo tempio è un vero gioiello in miniatura, radicalmente diverso dagli altri: è interamente edificato in arenaria rosa e presenta una fittezza e una precisione di bassorilievi così straordinarie da farlo sembrare ricamato nel legno. Non a caso il suo nome significa “Il tempio delle donne”. Un dettaglio storico affascinante è che non fu commissionato da un sovrano, bensì da un colto dignitario di corte e precettore reale, il che spiega le sue dimensioni ridotte ma la cura maniacale per i dettagli artistici.
Rientriamo verso l’area di Siem Reap e nel pomeriggio ci dedichiamo alla scoperta del Gruppo di Roluos. Questo sito rappresenta la culla della civiltà angkoriana: qui infatti sorgeva Hariharalaya, la prima vera capitale stabile fondata dai re cambogiani prima dello spostamento definitivo ad Angkor.
Esploriamo i tre templi principali del gruppo: il Preah Ko -il “Sacro Toro”, caratterizzato da bellissime torri in mattoni stuccati dedicate agli antenati del re; il maestoso Bakong, il primo grande tempio-montagna in arenaria che fungeva da tempio di Stato; e infine il piccolo Lolei, composto da quattro torri che un tempo sorgevano su un’isola artificiale al centro di un grande bacino idrico, oggi trasformato in risaia. Un vero viaggio alle origini dell’arte khmer.
Notte a: Siem Reap
Pasti compresi: colazione, pranzo
13° Giorno
Siem Reap
Oggi ci attende un’immersione totale nell’archeologia con l’esplorazione combinata dei percorsi storici conosciuti come Piccolo e Grande Circuito. Cominciamo la mattina con le tappe del “Piccolo Circuito”, partendo dai templi gemelli di Thommanon e Chau Say Tevoda, splendidamente restaurati e dedicati a Shiva e Vishnu. Proseguiamo verso il massiccio Ta Keo, una montagna di arenaria rimasta incompiuta che colpisce per le sue linee severe e geometriche, per poi spostarci al Banteay Kdei, una labirintica cittadella monastica protetta da mura concentriche. Proprio di fronte, ci affacciamo sullo Srah Srang -la “Piscina Reale”, un immenso specchio d’acqua artificiale dove il re e la corte deviavano per i bagni rituali e i momenti di riposo.
Nel pomeriggio passiamo al “Grande Circuito”, ampliando il nostro raggio d’azione. Visitiamo il Pre Rup, un tempio-montagna in mattoni caldi e laterite che offre una splendida vista panoramica sulla campagna rurale circostante, seguito dall’East Mebon, un tempo accessibile solo in barca poiché posizionato al centro di un bacino idrico ormai prosciugato, sorvegliato ai quattro angoli da imponenti sculture di elefanti in pietra a grandezza naturale.
Continuiamo verso il suggestivo Ta Som, un tempio minore dove un albero di fico sacro ha inglobato interamente la porta d’accesso orientale, e il Neak Pean, un singolare santuario circolare situato su un’isola artificiale al centro di una vasca quadrata, progettato come luogo di purificazione e guarigione spirituale attraverso l’acqua. Concludiamo questa ricca giornata al Preah Khan -la “Spada Sacra”, un colossale complesso monastico che re Jayavarman VII dedicò alla memoria di suo padre: camminare tra i suoi corridoi infiniti e i portali semibuio ci farà sentire dei veri esploratori del passato.
Notte a: Siem Reap
Pasti compresi: colazione, pranzo
14° Giorno
Siem Reap
Dopo la colazione in hotel, ci lasciamo alle spalle la pianura per dirigerci verso il massiccio montuoso di Phnom Kulen, una montagna sacra ricoperta da una fitta foresta pluviale. Questo altopiano è storicamente fondamentale: è considerato il vero luogo di nascita dell’Impero Khmer, poiché qui nell’802 d.C. il re Jayavarman II proclamò l’indipendenza da Giava e si dichiarò Chakravartin (re universale).
Facciamo un trekking leggero e rigenerante all’ombra degli alberi, arrivando al Fiume dei Mille Linga, dove il letto del torrente è stato scolpito secoli fa con centinaia di simboli fallici della divinità Shiva, affinché l’acqua venisse santificata prima di scendere a irrigare le risaie di Angkor. Pranziamo al sacco immersi in questa magica atmosfera e ci concediamo una sosta rinfrescante presso le grandi cascate naturali del parco.
Nel pomeriggio scendiamo dalla montagna per raggiungere Beng Mealea, uno dei templi più affascinanti e misteriosi di tutta la Cambogia. Costruito nello stesso stile di Angkor Wat, questo immenso santuario è stato quasi completamente abbandonato alla furia della natura.
Non ci sono passerelle affollate qui; camminiamo su rampe di legno che scavalcano cumuli di pietre crollate, gallerie d’arenaria completamente avvolte dai rampicanti e cortili d’ombra dove alberi secolari spuntano direttamente dal pavimento di pietra. L’energia e il silenzio surreale che si respirano qui, trasmettono la vera sensazione della riscoperta archeologica, dove la storia antica e la forza della giungla si sono fuse in un’opera d’arte spontanea.
Notte a: Siem Reap
Pasti compresi: colazione, pranzo
14° Giorno
Siem Reap
Iniziamo la giornata esplorando il Tonle Sap, il lago d’acqua dolce più grande di tutta l’Indocina e una riserva biologica di vitale importanza per il Paese, grazie a un fenomeno unico al mondo che vede il suo emissario invertire la rotta durante la stagione delle piogge. Ci imbarchiamo per una navigazione di circa un paio d’ore per visitare uno dei suoi famosi villaggi galleggianti. Restiamo sbalorditi nel vedere come intere comunità abbiano adattato la propria vita all’acqua: case, scuole, negozi, empori e persino stazioni di polizia galleggiano e si spostano a seconda del livello del lago. Ritorniamo verso Siem Reap percorrendo strade secondarie che tagliano una campagna idilliaca, costeggiando risaie verdissime, bufali d’acqua e file ordinate di palme.
Nel pomeriggio ci dedichiamo alla valorizzazione delle tradizioni artigianali cambogiane visitando i laboratori di Artisans d’Angkor. Questa eccezionale organizzazione, nata nel 1992, si occupa di dare formazione e lavoro ai giovani delle aree rurali più svantaggiate, recuperando le antiche tecniche khmer di lavorazione della pietra, del legno, della lacca e della tessitura della seta che rischiavano di andare perdute.
Osserviamo da vicino i giovani maestri d’arte all’opera, ammirando la pazienza millimetrica necessaria per scolpire i volti dei Buddha o delle divinità. Concludiamo la nostra ultima giornata in Cambogia con una visita al grande mercato cittadino di Siem Reap, perdendoci tra i banchi di spezie, stoffe e artigianato locale per gli ultimi acquisti di souvenir e per goderci l’atmosfera vibrante della vita cittadina.
Notte a: Siem Reap
Pasti compresi: colazione, pranzo
16° Giorno
Siem Reap > l’Italia
Consumiamo l’ultima colazione in hotel prima del check-out. In base all’orario del nostro volo, abbiamo le ultime ore a disposizione per una passeggiata finale lungo le sponde del fiume di Siem Reap o per un ultimo caffè cambogiano.
Successivamente, incontriamo il nostro autista per il trasferimento verso l’aeroporto internazionale. Sbrighiamo le procedure d’imbarco e saliamo a bordo del volo che ci riporterà in Italia.
Mentre l’aereo decolla lasciandosi alle spalle le grandi distese d’acqua del Tonle Sap e le foreste del Sud-est asiatico, portiamo con noi i ricordi indelebili di questo splendido viaggio: i sorrisi dei monaci di Luang Prabang, la natura selvaggia del Laos meridionale e la pietra immortale e mistica dei maestosi templi khmer.
Notte a bordo
Pasti compresi: colazione e servizio pasti a bordo
NOTA: Se preferite, posso organizzare il viaggio in forma privata, scegliendo insieme le date che vi sono più comode e, se lo desiderate, possiamo anche prolungarlo a vostro piacimento.
Hotel previsti – opzione 1
- Luang Prabang: Angthong hotel Luang Prabang o simile
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- Vientiane: COSI NamPhu Vientiane o simile
- Bolaven Plateau: Sabaidee Valley Resort o simile
- Pakse: Pakse hotel o simile
- Khong Island: Seng Aloun hotel & resort o simile
- Siem Reap: Amber Angkor Villa Hotel o simile
Hotel previsti – opzione 2
- Luang Prabang: Avani+ Luang Prabang Hotel o simile
- Vang Vieng: S-boutique VangVieng o simile
- Vientiane: Land Mark Riverside Vientiane o simile
- Bolaven Plateau: Sabaidee Valley Resort o simile
- Pakse: Pakse hotel o simile
- Khong Island: Seng Aloun hotel & resort o simile
- Siem Reap: Hari Residence & Spa o simile
Non esitate a contattarmi per ogni informazione.
Enrico Radrizzani
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