Pellegrinaggio in Armenia e Georgia
9 giorni e 8 notti
Ci lasceremo guidare nel cuore del Caucaso, là dove Europa e Asia si incontrano e dove montagne, monasteri, antiche città e popoli diversi convivono da millenni. Attraverseremo due Paesi che custodiscono alcune delle più antiche tradizioni cristiane del mondo, seguendo un percorso che intreccerà storia, spiritualità, archeologia e incontri autentici con le comunità locali.
Cammineremo nei vicoli di Tbilisi, ci affacceremo dalle mura di fortezze medievali, entreremo in monasteri ancora vivi, visiteremo città scolpite nella roccia e percorreremo antichi tratti della Via della Seta. Scopriremo luoghi che raccontano la nascita del cristianesimo nel Caucaso, ma anche villaggi dove culture e religioni continuano a convivere con naturalezza, mantenendo vive lingue antichissime e tradizioni tramandate di generazione in generazione.
Il viaggio ci porterà poi in Armenia, la prima nazione ad aver adottato ufficialmente il Cristianesimo come religione di Stato. Qui ci attenderanno monasteri arroccati tra canyon e montagne, siti archeologici patrimonio UNESCO, il profilo inconfondibile del Monte Ararat e incontri che offriranno uno sguardo concreto sulla vita delle comunità locali e sul prezioso lavoro svolto da realtà religiose e assistenziali.
Sarà un itinerario ricco di emozioni, fatto di grandi testimonianze storiche e di piccoli dettagli quotidiani, in cui ogni luogo acquisterà significato grazie ai racconti, alle tradizioni e alle storie che ancora oggi continuano a vivere tra queste montagne. Un viaggio che ci permetterà di comprendere il Caucaso non soltanto attraverso i suoi monumenti, ma soprattutto attraverso le persone che ne custodiscono la memoria.
Programma di viaggio
1° Giorno
Italia > Tbilisi
Raggiungiamo la Georgia con il volo dall’Italia e atterriamo all’Aeroporto Internazionale di Tbilisi, porta d’ingresso di uno dei Paesi più affascinanti del Caucaso. Dopo il disbrigo delle formalità doganali veniamo accolti e raggiungiamo il centro città con un trasferimento privato.
Durante il tragitto iniziamo già a cogliere il carattere della capitale georgiana: quartieri moderni si alternano a edifici ottocenteschi, antiche chiese emergono tra le colline e il fiume Mtkvari accompagna il nostro ingresso in città. Dopo il check-in abbiamo il tempo per rilassarci e prepararci alle visite dei giorni successivi.
Notte a: Tbilisi
2° Giorno
Tbilisi
Dedichiamo l’intera giornata alla scoperta di Tbilisi, una capitale sorprendente dove culture, religioni e dominazioni differenti hanno lasciato tracce ancora perfettamente riconoscibili. Passeggiando tra i suoi quartieri comprendiamo come la città sia cresciuta nei secoli lungo le rive del fiume Mtkvari, diventando uno dei principali crocevia commerciali della Via della Seta.
Entriamo nel caratteristico quartiere di Abanotubani, il cuore più autentico della vecchia Tbilisi. Qui sorgono le celebri terme sulfuree, riconoscibili dalle caratteristiche cupole in mattoni. Le sorgenti di acqua calda, ricche di minerali, sgorgano naturalmente dal sottosuolo e ancora oggi alimentano i tradizionali bagni termali. Secondo la leggenda fu proprio la scoperta di queste acque a convincere il re Vakhtang Gorgasali a fondare la città*.
Saliamo quindi verso la Fortezza di Narikala, che domina la città dall’alto della collina. Le sue origini risalgono al IV secolo e le sue mura, ricostruite più volte nel corso dei secoli dopo invasioni e terremoti, raccontano la lunga storia difensiva della capitale. Da qui lo sguardo abbraccia il dedalo di tetti, balconi in legno scolpito, campanili, moschee e sinagoghe che convivono nello stesso quartiere, testimonianza della storica tolleranza religiosa georgiana.
Proseguiamo con la visita della Basilica di Anchiskhati, la più antica chiesa conservata della città, costruita nel VI secolo. La sua architettura semplice custodisce uno dei luoghi più significativi della spiritualità georgiana.
Raggiungiamo poi la Cattedrale di Sioni, cuore religioso della capitale, dove viene custodita la venerata Croce di Santa Nino, la giovane evangelizzatrice che contribuì alla conversione della Georgia al Cristianesimo nel IV secolo. È qui che ancora oggi si svolgono le principali celebrazioni religiose del Paese.
Nel pomeriggio visitiamo il Museo Nazionale della Georgia, che custodisce una delle più importanti collezioni archeologiche del Caucaso. Il celebre Tesoro comprende raffinati gioielli in oro, manufatti risalenti all’Età del Bronzo e reperti provenienti dall’antica Colchide, testimonianza della straordinaria abilità orafa sviluppata in queste terre già migliaia di anni fa.
Concludiamo la giornata con una cena di benvenuto in un ristorante tradizionale, occasione perfetta per conoscere la cucina georgiana, famosa per l’ospitalità e per la convivialità della sua tavola.
*La nascita di Tbilisi e del suo storico quartiere termale affonda le radici nella seconda metà del V secolo, quando la regione della Cartlia, antica Iberia georgiana, era governata dal re Vakhtang I Gorgasali. All’epoca la capitale del regno si trovava a Mtskheta, ma il re amava cacciare nei folti boschi incontaminati della valle del fiume Kura, un’area ricca di selvaggina. Durante una battuta di caccia, il falcone reale si lanciò all’inseguimento di un fagiano e i due volatili sparirono tra la fitta vegetazione. Seguendo le tracce del suo falco, il re e il suo seguito trovarono entrambi gli animali immersi in una sorgente d’acqua bollente. Stupito dalla temperatura naturale di quelle acque termali e dalle loro eccezionali proprietà terapeutiche, Vakhtang Gorgasali intuì immediatamente il valore strategico e salutare del luogo e decise di far abbattere la foresta per trasferirvi la capitale del regno battezzandola Tbilisi, che in georgiano significa letteralmente “luogo caldo”. La presenza di queste sorgenti naturali ricche di zolfo, con temperature costanti tra i 38 e i 40 gradi, trasformò rapidamente la zona in un punto di sosta fondamentale lungo la Via della Seta, dove mercanti e viaggiatori si rifocillavano e curavano i propri malanni.
Notte a: Tbilisi
Pasti compresi: colazione, pranzo e cena
3° Giorno
Tbilisi – Mtskheta – Kenda – Uplistsikhe – Tskaltubo (circa 320 km)
Dopo colazione lasciamo Tbilisi e raggiungiamo Mtskheta, l’antica capitale del Regno d’Iberia (IV secolo a.C. – VI/VII secolo d.C.) e il luogo in cui la Georgia abbraccia ufficialmente il Cristianesimo nel IV secolo. Ancora oggi questa cittadina rappresenta il cuore spirituale del Paese e conserva alcuni dei monumenti religiosi più importanti del Caucaso, riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.
La nostra visita inizia dal Monastero di Jvari, costruito nel VI secolo sulla sommità della collina che domina la confluenza dei fiumi Mtkvari e Aragvi. Da questo punto panoramico comprendiamo immediatamente il motivo della scelta del luogo: il monastero sembra sorvegliare l’intera vallata e, secondo la tradizione, sorge proprio dove Santa Nino innalzò una grande croce di legno, simbolo della conversione della Georgia al Cristianesimo.
Scendiamo poi nel centro storico per visitare la monumentale Cattedrale di Svetitskhoveli, uno dei luoghi più venerati della cristianità georgiana. La tradizione racconta che qui sia custodita la Tunica di Cristo, motivo per cui la cattedrale è da secoli meta di pellegrinaggi provenienti da tutto il mondo ortodosso. Passeggiando al suo interno osserviamo affreschi, colonne e antiche iscrizioni che raccontano oltre mille anni di storia.
Proseguiamo verso Qanda, un piccolo villaggio che custodisce una delle comunità più particolari del Caucaso. Qui vive infatti una minoranza assiro-caldea che ancora oggi utilizza l’antico aramaico nella vita quotidiana e durante le celebrazioni religiose, la stessa lingua parlata in Palestina al tempo di Gesù. Le diverse confessioni religiose convivono pacificamente e il villaggio rappresenta un esempio concreto di dialogo e rispetto reciproco. La visita assume un significato ancora più profondo ricordando il passaggio di Papa Francesco nel 2016, accolto proprio da questa comunità.
Nel pomeriggio percorriamo un tratto dell’antica Via della Seta fino a raggiungere Uplistsikhe, uno dei siti archeologici più sorprendenti della Georgia. Camminiamo tra strade, abitazioni, magazzini, cantine, forni, templi e un teatro interamente scolpiti nella roccia, immaginando la vita di questa città che, già nel I millennio a.C., rappresentava un importante centro commerciale e religioso. Le cavità scavate nell’arenaria raccontano una civiltà raffinata, capace di adattarsi perfettamente al paesaggio naturale. Al termine della visita proseguiamo verso la regione dell’Imereti, raggiungendo Tskaltubo per la cena e il pernottamento.
Notte a: Tskaltubo
Pasti compresi: colazione, pranzo e cena
4° Giorno
Tskaltubo – Gelati – Kutaisi – Akhaltsikhe (220 km)
La giornata prende avvio con la visita di Kutaisi, una delle città più antiche del mondo ancora abitate. Le sue origini si intrecciano con il mito degli Argonauti e del Vello d’Oro, che proprio nell’antica Colchide collocava il leggendario regno di re Eeta*.
Raggiungiamo la Cattedrale di Bagrati, simbolo dell’unità nazionale georgiana. Eretta nell’XI secolo durante il regno di Bagrat III, rappresentò per secoli il principale centro religioso della Georgia occidentale. Dopo essere stata gravemente danneggiata dalle invasioni ottomane nel XVII secolo, è stata restaurata mantenendo vivo il suo profondo valore storico e identitario.
Pochi chilometri separano la città dal magnifico Monastero di Gelati, uno dei capolavori dell’architettura medievale georgiana. Fondato nel XII secolo dal re Davide il Costruttore, il complesso ospitava una prestigiosa accademia dove studiavano filosofi, teologi e scienziati provenienti da tutto il Caucaso. Entrando nella cattedrale rimaniamo affascinati dagli splendidi mosaici bizantini e dagli affreschi ancora perfettamente conservati, testimonianza dell’importanza culturale che questo luogo rivestì per secoli.
Lasciamo la fertile pianura dell’Imereti e ci dirigiamo verso la regione di Samtskhe-Javakheti, attraversando paesaggi che cambiano continuamente: foreste, altipiani, vallate e piccoli villaggi scandiscono il percorso.
Nel tardo pomeriggio raggiungiamo Akhaltsikhe, città storicamente situata lungo le principali rotte commerciali del Caucaso. Qui viviamo un momento particolarmente significativo incontrando la comunità cattolica locale presso la chiesa dedicata alla Madonna del Rosario. Conosciamo la realtà delle suore benedettine provenienti da Offida, che hanno dato vita al primo monastero cattolico del Paese, contribuendo ancora oggi alla vita sociale e religiosa della comunità. La giornata termina con la cena.
*La spedizione degli Argonauti nasce dalla missione affidata a Giasone per recuperare il Vello d’Oro, il manto magico custodito nella Colchide dal temibile re Eeta, figlio del dio Elio. Per adempiere al compito, l’eroe parte a bordo della nave Argo insieme ai più grandi eroi della Grecia. Giunto a destinazione, Eeta sottopone Giasone a prove apparentemente mortali — come domare tori sputa-fuoco e sconfiggere guerrieri sorti dai denti di drago — per evitare di cedere il suo tesoro. L’eroe riesce a superare ogni ostacolo grazie all’aiuto della maga Medea, figlia dello stesso re, la quale, innamoratasi di lui, gli fornisce rimedi prodigiosi e addormenta con un incantesimo il drago posto a guardia del Vello. Trafugata la reliquia, Giasone e Medea fuggono a bordo dell’Argo seminando l’ira e l’inseguimento di Eeta.
Notte a: Akhaltsikhe
Pasti compresi: colazione, pranzo e cena
5° Giorno
Akhaltsikhe – Khertvisi – Vardzia – Bavra (310 km)
Lasciamo Akhaltsikhe dirigendoci verso una delle meraviglie assolute della Georgia meridionale. Prima di raggiungerla sostiamo presso la possente Fortezza di Khertvisi, costruita in posizione strategica sopra la confluenza di due fiumi nel II secolo a.C. Per secoli questa roccaforte ha controllato gli accessi alla regione e ancora oggi domina il paesaggio con le sue torri e le robuste mura in pietra.
Proseguiamo quindi verso Vardzia, la spettacolare città monastica scavata nella roccia durante il regno della celebre regina Tamar nel XII secolo. Il complesso si sviluppa lungo oltre mezzo chilometro di parete rocciosa e comprende centinaia di ambienti distribuiti su più livelli: abitazioni, sale comuni, magazzini, cantine, biblioteche, cunicoli e numerose chiese. Passeggiando tra corridoi, scale e terrazze comprendiamo come questa città potesse accogliere migliaia di persone durante le invasioni. Il cuore spirituale del complesso è la Chiesa dell’Assunzione, impreziosita da straordinari affreschi medievali che raffigurano la regina Tamar e suo padre Giorgio III, oltre a numerose scene bibliche perfettamente conservate.
Nel pomeriggio raggiungiamo il valico di Bavra, dove attraversiamo il confine tra Georgia e Armenia. Dopo le formalità doganali entriamo nel territorio armeno e raggiungiamo il villaggio di Ashotsk, sede dell’ospedale “Redemptoris Mater”, costruito grazie all’impegno della Caritas Italiana dopo il devastante terremoto del 1988. L’incontro con questa realtà permette di conoscere da vicino il prezioso lavoro svolto quotidianamente a favore della popolazione locale.
Proseguiamo infine verso Gyumri, seconda città dell’Armenia, dove trascorriamo la serata.
Notte a: Gyumri
Pasti compresi: colazione, pranzo e cena
6° Giorno
Gyumri – Hovhannavank – Echmiadzin – Zvartnots – Yerevan (150 km)
La mattinata si apre con una passeggiata nel centro storico di Gyumri, città che conserva un’elegante architettura ottocentesca costruita in tufo nero e rosso. Le sue piazze, gli edifici storici e le botteghe artigiane raccontano una comunità che, nonostante le profonde ferite lasciate dal terremoto del 1988, ha saputo conservare il proprio carattere e le proprie tradizioni.
Ci dirigiamo poi verso il Monastero di Hovhannavank, affacciato sulla spettacolare gola del fiume Kasagh. Il complesso, sviluppatosi tra il IV e il XIII secolo, custodisce preziosi bassorilievi e un raffinato esempio dell’architettura religiosa armena medievale.
La giornata prosegue con la visita delle suggestive rovine di Zvartnots, straordinario capolavoro del VII secolo. Sebbene il grande tempio sia stato distrutto da un terremoto, le colonne e i resti della pianta circolare permettono ancora oggi di immaginare l’imponenza di uno degli edifici più innovativi dell’architettura armena.
Raggiungiamo quindi Echmiadzin, considerata la culla spirituale dell’Armenia e sede del Catholicos di tutti gli Armeni. Qui visitiamo la cattedrale, costruita agli inizi del IV secolo poco dopo la conversione ufficiale del Paese al Cristianesimo. Secondo la tradizione, fu Cristo stesso a indicare in sogno a San Gregorio I’lluminatore il luogo esatto dove edificare la chiesa.
Nel tardo pomeriggio arriviamo a Yerevan, dove partecipiamo all’incontro presso la Casa della Solidarietà di Madre Teresa, struttura che accoglie bambini affetti da gravi patologie congenite e sostiene numerose famiglie armene.
Notte a: Yerevan
Pasti compresi: colazione, pranzo e cena
7° Giorno
Yerevan – Garni – Geghard – Yerevan (76 km)
Dedichiamo la giornata alla scoperta della capitale armena e dei suoi dintorni. Iniziamo con il Memoriale di Tsitsernakaberd, dedicato alle vittime del genocidio armeno del 1915. La visita del museo permette di comprendere una delle pagine più dolorose della storia contemporanea del popolo armeno attraverso testimonianze, fotografie e documenti che aiutano a contestualizzare gli eventi.
Lasciamo quindi la città per raggiungere Garni, unica testimonianza dell’architettura ellenistica sopravvissuta in Armenia. Il tempio pagano, costruito nel I secolo d.C., domina la profonda gola del fiume Azat e rappresenta una straordinaria eccezione in un Paese divenuto presto cristiano. Qui partecipiamo alla preparazione del lavash, il tradizionale pane armeno riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale. Osserviamo come l’impasto venga steso a mano e cotto sulle pareti interne del tipico forno in argilla chiamato tonir, una tecnica rimasta immutata da secoli.
Nel pomeriggio raggiungiamo il vicino Monastero di Geghard, scavato in parte direttamente nella montagna. Le cappelle rupestri, le croci scolpite nella pietra e l’atmosfera raccolta rendono questo luogo uno dei più suggestivi dell’intera Armenia.
Rientriamo a Yerevan per partecipare alla celebrazione presso la chiesa cattolica di Qanaqer e, compatibilmente con la disponibilità, incontriamo l’Arcivescovo Raphael Minassian, guida della Chiesa Cattolica Armena.
Notte a: Yerevan
Pasti compresi: colazione, pranzo e cena
8° Giorno
Yerevan – Khor Virap – Noravank – Yerevan (246 km)
Lasciamo Yerevan dirigendoci verso la pianura dell’Ararat, dove sorge uno dei monasteri più iconici dell’Armenia.
Il Monastero di Khor Virap occupa il luogo in cui San Gregorio I’lluminatore rimase imprigionato per tredici anni prima della conversione del re Tiridate III. Da questa terrazza naturale ammiriamo una delle immagini simbolo dell’Armenia: il profilo del Monte Ararat, montagna profondamente legata alla tradizione biblica dell’Arca di Noè e ancora oggi elemento identitario del popolo armeno.
Attraversiamo quindi una valle ricca di vigneti e frutteti fino a raggiungere Noravank, incastonato tra spettacolari pareti di roccia rossastra modellate dal vento e dall’acqua. Il monastero, costruito tra il XII e il XIII secolo, fu uno dei principali centri religiosi e culturali medievali dell’Armenia. Le sue chiese, decorate con raffinati bassorilievi e khachkar (una tradizionale stele di pietra scolpita che funge da simbolo religioso) scolpiti, rappresentano uno dei massimi esempi dell’arte armena.
Rientrati a Yerevan incontriamo i rappresentanti dell’Ordine Mechitarista, congregazione fondata da Mekhitar di Sebaste -monaco armeno, e profondamente legata anche all’isola veneziana di San Lazzaro. Il loro instancabile lavoro di ricerca, traduzione e conservazione dei manoscritti ha contribuito in modo determinante alla tutela della cultura armena nel mondo. Concludiamo la giornata con la celebrazione nella cappella della comunità.
Notte a: Yerevan
Pasti compresi: colazione, pranzo e cena
9° Giorno
Yerevan > Italia
In base all’orario del volo abbiamo ancora qualche momento per salutare la capitale armena prima del trasferimento in aeroporto.
Lasciamo il Caucaso portando con noi il ricordo di due Paesi profondamente diversi ma uniti da una storia millenaria, da una fede radicata e da un patrimonio culturale straordinario. Dai monasteri arroccati sulle montagne alle città scolpite nella roccia, dagli antichi percorsi della Via della Seta agli incontri con le comunità locali, questo itinerario ci avrà permesso di conoscere il volto più autentico di Georgia e Armenia.
Trasferimento in aeroporto e partenza per l’Italia.
Pasti compresi: colazione
NOTA: Se preferite, posso organizzare il viaggio in forma privata, scegliendo insieme le date che vi sono più comode e, se lo desiderate, possiamo anche prolungarlo a vostro piacimento.
Cosa è compreso nella quota:
- gruppo WhatsApp per le comunicazione e per rispondere alle domande di tutti;
- assistenza per l’acquisto dei biglietti aerei che posso emettere su richiesta;
- assistenza per la stipula dell’assicurazione di viaggio che trovate qui che posso emettere su richiesta;
- assistenza in italiano e georgiano per tutto il viaggio 24 ore su 24;
- transfer da/per l’aeroporto;
- sistemazione in camera doppia o twin;
- tutti i trasferimenti menzionati nel programma;
- pasti come da programma;
- attività come da programma;
- guida.
Cosa non è compreso nella quota:
- i biglietti aerei che posso emettere su richiesta;
- l’assicurazione di viaggio, che posso emettere su richiesta;
- supplemento singola;
- eventuali escursioni e attività facoltative;
- le spese bancarie a carico dell’ordinante;
- eventuali servizi aggiuntivi;
- mance;
- tutto quanto non espressamente indicato nel paragrafo: ‘Cosa è compreso nella quota’
Conoscere in anticipo abitudini, regole e modalità di viaggio permette di vivere l’esperienza in modo più sereno e consapevole.
Georgia: informazioni per il viaggio
Armenia: informazioni per il viaggio
Se vuoi approfondire:
Non esitate a contattarmi per ogni informazione.
Enrico Radrizzani
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